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La criminalizzazione del comandante della nave


28 gennaio 2020 - Presso la sede di Confitarma, si è tenuto il workshop “La criminalizzazione del comandante della nave: criticità e prospettive”, organizzato dall’Istituto Italiano di Navigazione (IIN), su proposta del Sindacato Comandanti e Direttori di macchina USCLAC/UNCDIM, in vista dello studio sul fenomeno che da qualche tempo vede a livello nazionale e internazionale, la progressiva estensione degli spazi di responsabilità penale a carico delle posizioni apicali di bordo, il Comandante in primis, studio che verrà realizzato con il coordinamento scientifico dell’Unitelma – Sapienza. Palmira Petrocelli, Presidente Istituto Italiano di Navigazione – IIN, nell’introdurre i lavori del workshop ha sottolineato che l’esigenza di un approfondimento su tale grave fenomeno nasce anche dalla scarsa attenzione sinora dedicata alle implicazioni di natura psicologica che il regime di piena ed esclusiva responsabilità produce sul personale di bordo coinvolto. Per tali ragioni uno degli obiettivi dello studio sarà di mettere a fuoco le difficili condizioni nelle quali si trovano a operare i comandanti delle navi, anche a causa di un quadro giuridico in parte obsoleto.
"La giornata di oggi si inserisce nell'ambito delle iniziative che il nostro Ateneo supporta per rafforzare il suo impegno nella formazione dei profili di alta preparazione – ha affermato il Prof. Antonello Folco Biagini, Rettore Unitelma Sapienza - In particolare, rappresenta uno stabile strumento di crescita per i tanti professionisti del settore che contribuiscono allo sviluppo culturale del nostro Paese. Nello specifico credo che gli argomenti discussi oggi abbiano messo a fuoco i possibili legami tra le difficili condizioni nelle quali si trovano a operare i comandanti delle navi, pubbliche e private, e la scarsa chiarezza del quadro giuridico del settore, in buona parte obsoleto".
 Il Com.te Claudio Tomei, Presidente USCLAC-UNCDIM-SMACD, dopo aver ringraziato l’IIN, per aver aderito alla proposta di realizzare uno studio su questo tema, e Confitarma, per la vicinanza a questa problematica, ha sottolineato che
“Ad un progresso tecnologico e normativo impetuoso che ha portato a profondi cambiamenti organizzativi sia sulla nave che negli uffici armatoriali non è corrisposto un adeguamento legislativo e culturale che prendesse atto del presente. Il Comandante oggi non è più il vertice di una struttura gerarchica piramidale ma si avvicina invece ad un manager che gestisce una organizzazione complessa (tale oggi è la nave) attraverso collaboratori preparati e responsabilizzati e avvalendosi del supporto tecnico organizzativo della base a terra. Nessuno ha mai incolpato un pilota il cui aereo abbia subito un danno strutturale non imputabile ad urto, mentre il comandante di nave in questi casi viene immediatamente incriminato”.
 Luca Sisto, Direttore Generale Confitarma, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra esperti giuridici e operatori per approfondire una tematica di portata mondiale, molto importante non solo per la gente di mare ma per tutta l’industria armatoriale. Infatti, la criminalizzazione insieme alla pirateria è una delle principali cause di allontanamento dalle carriere marittime.
“Dopo un incidente marittimo o una violazione dell'inquinamento, i marittimi sono spesso trattenuti e si vedono negare l'accesso alle normali regole di “fair play” e di giustizia con cui difendersi dalle accuse penali”.

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