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Dove va l'economia italiana e gli scenari di politica economica


14 ottobre 2019 - Il 7 ottobre è stato presentato il Rapporto di previsione del Centro Studi Confindustria che conferma la sostanziale stagnazione dell’economia italiana, già delineata nelle previsioni di primavera. Più che in passato, molto dipenderà dalle scelte di politica economica e in particolare da come il Parlamento italiano modificherà l’attuale legislazione, che prevede un aumento dell’IVA e delle accise per 23,1 miliardi di euro a partire dal 1° gennaio 2020.

In uno scenario a “politiche invariate”, includendo il rialzo di IVA e accise e le spese indifferibili, il PIL rimarrà fermo non solo nel 2019 ma anche nel 2020. Se invece l’aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit, il PIL crescerebbe dello 0,4 per cento nel 2020, ma il rapporto deficit/PIL sarebbe pericolosamente vicino al 3%.
"I numeri fanno riferimento a una manovra che non può che essere cauta date le risorse disponibili. Noi condividiamo però l'approccio responsabile del governo di declinare interventi su un piano triennale e mantenere l`equilibrio dei conti pubblici proprio per sostenere la nostra credibilità e fiducia".
 Ha detto Marcella Panucci, Dir. Gen Confindustria, che ha sottolineato:
"Quello che più serve sono investimenti pubblici e lo sblocco delle infrastrutture. Gli obiettivi del governo però devono declinarli su tre anni e fondarsi su risorse importanti da investire su questi capitoli. Un piano triennale, con un punto di partenza e uno di arrivo, che rafforzi gli interventi previsti".

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