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Demolizioni navali


20 giugno 2016 - L’Ecsa lancia un nuovo appello alle istituzioni europee per sostenere lo sviluppo di pratiche responsabili di demolizione navale negli stabilimenti indiani, sottolineando che i cantieri dell’Asia meridionale, specie quelli di Alang, per anni criticati per gli standard non sufficienti, oggi stanno cambiando positivamente e ciò dovrebbe essere supportato e non messo a rischio. “Anche se ci sono cantieri in cui sono chiaramente necessari miglioramenti - ha spiegato Niels Smedegaar, presidente Ecsa - altri hanno già preso l'iniziativa di cambiare le loro pratiche di riciclaggio per adeguarsi a standard moderni e avanzati”. Secondo l'Ecsa, l'Ue dovrebbe essere volano di sviluppo premiando cantieri indiani innovatori e dando loro la possibilità di essere inclusi nella lista Ue, invece di continuare a ignorare completamente importanti sviluppi in atto a livello mondiale. L'obiettivo generale del regolamento Ue, secondo l’Ecsa, deve essere quello di migliorare le condizioni ambientali e sociali nel settore del riciclaggio delle navi, ma ciò non avverrà se l'Ue vieta alle navi con bandiera dell'Unione di sostenere lo sviluppo positivo di importanti cantieri. Si ricorda che in questi giorni Rina Services ha rilasciato il suo primo certificato ISO 30000:2009 e la dichiarazione di conformità HKC Statement of Compliance (SoC) al cantiere indiano per demolizioni e riciclaggio navale Shubh Arya Steel di Alang.

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