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Intermodalità: reti d'impresa la formula vincente


22 marzo 2016 - "La risposta per il sistema logistico e trasportistico o italiano non possono più essere gli aiuti elargiti a pioggia al trasporto marittimo o a quello ferroviario per favorire un maggiore utilizzo di queste modalità di trasferimento delle merci. La chiave di volta per invertire il trend e riportare in Europa l'Italia logistica sono le reti d'impresa".

 Lo ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito che, a margine di un convegno sull’intermodalità e la logistica, tenutosi a Capua nel corso del Traspo Day, ha bocciato le modalità con le quali sono stati previsti gli incentivi sul trasporto marittimo e ferroviario delle merci lanciando una proposta del tutto innovativa finalizzata anche a rilanciare con forza e autorevolezza le imprese di autotrasporto. "Continuare a finanziarie gli operatori con riduzione di costo - ha sottolineato Longo - non favorisce la strutturazione intermodale; bensì alimenta una dipendenza economica che inevitabilmente produrrà un effetto boomerang determinando condizioni di recessione e arretramento quando le risorse saranno terminate".

Secondo il segretario generale di Trasportounito esiste una sola strada percorribile: quella che passa attraverso "la costruzione di reti di impresa da strutturare con il coinvolgimento paritetico di tutti gli operatori interessati; ciò al fine di non replicare gli insuccessi degli incentivi (specie ferroviari) erogati nel triennio 2007-2009". Le reti d'impresa - ha concluso il segretario generale di Trasportounito - che immaginiamo sono strumenti progettuali in cui gli operatori, incluse le imprese di autotrasporto (il cui ruolo deve essere fondamentale), si impegnano a generare strutture e flussi per aumentare le quantità di merce da trasferire in co-modalità. Strutture che, in modo ben più motivato rispetto a banali interventi sui costi, avrebbero motivo di essere finanziate e sostenute".

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