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La Logistica fattore di sviluppo


Programmazione, sviluppo delle infrastrutture, strumenti normativi adeguati, innovazione e meno burocrazia i leit motiv emersi durante la XIV Convention Nazionale Propeller intitolata “La Logistica Italiana, Leva Strategica per l’Economia Internazionale”, organizzata dal Propeller Milano venerdì 23 ottobre in collaborazione con la Camera di Commercio e Promos Milano.
 “La Logistica è un industria, non un provider di servizi, ed è perciò fattore di sviluppo”. Chiare e coincise le parole di Riccardo Fuochi – Presidente del The International Propeller Club Port of Milan- in apertura di lavori. Con 200 miliardi di fatturato che rappresentano il 13% del PIL e circa 1 milione di occupati, la logistica è l’elemento trainante dell’economia italiana. E’ un esempio di industria “Made in Italy” che deve essere regolata da strumenti normativi moderni per competere sugli scenari internazionali. Occorre quindi una cabina di regia da parte della politica Nazionale consapevole dell’importanza dell’industria della Logistica.

Digitalizzazione, riforma dei porti e semplificazioni amministrative possono rendere il nostro sistema vincente e competitivo a livello internazionale. Concorde anche il prof. Bacelli (Bocconi) nel sottolineare che il 70% delle esportazioni del nostro paese è rivolto vero l’Europa e il sistema logistica deve quindi adeguarsi ai cambiamenti globali. La logistica italiana ha certamente risentito della crisi del settore manifatturiero dei cambiamenti del mercato interno ma può disegnare nuove traiettorie e creare nuovi spazi.

Per attuare una vera politica industriale e fare il salto di qualità, occorre però avere una strategia a medio – lungo periodo, un rapporto chiaro e dinamico tra pubblico e privato e creare le giuste infrastrutture. In Italia continuano ad esserci troppi progetti, la politica deve attuare delle scelte come ha fatto la vicina Svizzera. Questo il punto di vista dell’Ing. Muzio nel presentare l’NTFA, la Nuova Trasversale Ferroviaria Alpina che con l’apertura del nuovo asse del Gottardo (dicembre 2016) cambierà il transito alpino. Se miglioreranno le infrastrutture, anche l’Italia potrà beneficiare di questo importante strumento di interscambio unico e innovativo. Se da parte italiana non si provvederà urgentemente a standardizzare le caratteristiche della linea dai porti liguri, in particolare Genova e La Spezia, alle connessioni con l’area di Novara/Gallarate e di Milano, il vantaggio sarà a favore dei porti del Nord. Contributi al trasporto intermodale, adeguamento del sistema ferroviario portuale e semplificazione delle procedure, queste le priorità di Stefano Messina, AD dell’omonima compagnia di navigazione.

Ci sono grandi opportunità di crescita per il nolo marittimo e per la logistica, leva fondamentale per lo sviluppo. Purtroppo manca ancora un coordinamento pubblico abbinato ad una gestione manageriale del sistema logistica che, abbinati ad una politica di investimenti, potrebbero rendere ancora più competitive le nostre aziende del settore. Infrastrutture elemento fondamentale anche per Sebastiano Grasso, Vice Presidente di Assologistica e di Contship Italia.

La Logistica è un’industria ampia e interconnessa e il Governo deve sviluppare una maggiore sensibilità verso i temi del trasporto e della logistica. L’Italia è al 20° posto del World Bank’s Logistics Performance Index, il nostro paese necessita di performare di più. Dal punto di vista doganale sono stati fatti dei progressi ma occorre un intervento pubblico sul sistema ferroviario per aumentare il flusso di merci in import/export. Dello stesso avviso Fabrizio Zerbini, Presidente del Trieste Marine Terminal. Lo stato deve attuare una politica delle scelte e integrare maggiormente i porti e il trasporto ferroviario, con una particolare attenzione al settore intermodale. Solo così la logistica nazionale potrà raggiungere un ruolo di primo piano a livello europeo.

Il nostro sistema è ancora vittima della troppa burocrazia: una maggiore liberalizzazione del trasporto su ferro renderebbe più competitivo il nostro sistema e permetterebbe ai privati di garantire un maggiore volume di traffici costante e significativo. Con oltre 135.000 imprese la filiera dei trasporti e della logistica occupa il 3° posto in Italia dopo il settore delle costruzioni e dell’agroalimentare. E’ perciò un pilastro fondamentale del sistema economico e produttivo del nostro Paese ma deve aumentare la propria competitività nell’esportazione di prodotti.

Questo il punto di vista di Thomas Baumgartner, Presidente di Anita e AD di FERCAM S.p.A. Il deficit delle infrastrutture, una gestione ferroviaria monopolistica e la stessa orografia italiana non hanno agevolato il nostro sistema logistico. Oggi una manodopera più flessibile e meno costosa, la costruzione di terminal intermodali e di piattaforme della logistica e una maggiore liberalizzazione sono le condizioni fondamentali per creare una logistica Made In Italy.

Anche per Roberto Belloni, Direttore Operazioni del Gruppo SEA Aeroporti di Milano è fondamentale il potenziamento delle infrastrutture per collegare e rendere competitivo il tessuto economico attorno a Malpensa. Sebbene in Italia oggi si scambi per via aerea meno del 2% del volume delle merci rispetto al totale trasportato, questa è la parte più consistente per valore, di cui rappresenta il 40%. Occorre quindi potenziare il ruolo del cargo aereo.

Nonostante la crisi del 2008 in seguito al dehubbing di Alitalia, nel 2014 Malpensa ha consolidato il suo ruolo di leader del mercato cargo italiano, classificandosi al sesto posto in Europa per volumi di attività merci. Oggi Malpensa Cargo City è la più importante piattaforma cargo del sud Europa e, grazie ai nuovi investimenti infrastrutturali, si potrà definire” MALPENSA SMART CITY DELLE MERCI” ovvero un “ecosistema informativo” per la condivisione e la distribuzione delle informazioni sulle merci gestite a Malpensa.

A conclusione di lavori, Umberto Masucci, Presidente The International Propeller Clubs, ha ribadito il ruolo chiave dello Stato e di una programmazione centrale che, assieme alla messa in rete degli scali portuali italiani, è l’unica strada percorribile per sviluppare il nostro sistema logistico. Eliminando i provincialismi, investendo negli scavi e nei dragaggi, snellendo la burocrazia e aumentando l’informatizzazione l’Italia avrà una logistica degna delle sue eccellenze e della sua economia del mare.

1 commento:

  1. Sfruttare il mare e la rotaia per rilanciare le nostre economie.

    Per uscire dalla stagnazione in cui versa il nostro Paese e le nostre Imprese, forse sarebbe il caso diversamente da quanto i nostri Amministratori hanno saputo fare in passato, prendere seriamente in considerazione il volano economico che la Portualità e la Logistica di Porto e Retroporto e le variegate attività legate al mare e la Rotaia sarebbero in grado di generare, volano che non sarebbe chiaramente circoscritto soltanto alle attività portuali propriamente dette, poiché maggiori saranno i volumi delle merci in transito e maggiori di conseguenza potrebbero essere le possibilità che qualche Imprenditore Italiano o Straniero consideri opportuno e redditizio sfruttare la strategicità del nostro Paese per incrementare le sue attività siano esse manifatturiere che logistiche, il mare potrebbe quindi rivelarsi anche un potenziale strumento per lo sviluppo delle attività delle P.M.I..

    I settori potenzialmente attinenti all’operazione potrebbero essere la trasformazione, la lavorazione, l’assemblaggio, e la distribuzione di una significativa quota delle merci in transito nel Mediterraneo relative ai notevoli volumi dell’interscambio Euro Asiatico, per avvalorare questa mia tesi credo sia sufficiente dare un'occhiata ai grandi Porti del Nord Europa ed alle molteplici redditizie e variegate e attività che sono proliferate nei loro hinterland.

    In tema di sviluppo del trasporto delle merci su rotaia non facciamoci comunque molte illusioni, poiché se non saremo in grado di attuare una significativa e razionale inversione di tendenza per far si che i futuri finanziamenti relativi alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, siano in buona parte anche focalizzati sull'ammodernamento ed il potenziamento dei nostri tracciati ferroviari, sarà molto difficile che in futuro anche nel nostro Paese come sta accadendo nell’Area Comunitaria si possano generare nuove e fruttuose economie razionalizzando le modalità del trasporto delle merci sulla lunga distanza, poiché soltanto in questo modo consentiremo alle nostre ferrovie di poter recuperare la perduta competitività e quindi ritornare finalmente a correre.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano
    Nb. Riflessioni tratte dal mio Sito http://sceltemancate.trieste.it

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