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Aeroporto di Genova non “strategico”

Foto di Roberto Marchetti -
Il “Cristoforo Colombo” non fa parte degli aeroporti “strategici” italiani. La decisione ha suscitato un duro intervento di Luigi Merlo, presidente dell’Autorità portuale, socio di maggioranza della società di gestione.
«La mobilitazione a scoppio ritardato di queste ore di quanti, magari sdraiati sulla spiaggia, in questi anni e persino nelle ultime settimane e pure dopo il pronunciamento del Senato, non si sono mai occupati del futuro dell’aeroporto, è alquanto penosa», questo l’esordio di Merlo. «È la fotografia di una città che è sempre tentata dal lamento e dalla sterile rivendicazione invece che dalla assunzione di responsabilità.
Certo, forse il Governo avrebbe potuto fare un maggiore sforzo per riconoscere il ruolo strategico del Colombo, ma questi signori dove erano dopo il voto del Senato? Cosa hanno fatto per sensibilizzare il Governo, o quando il consiglio di amministrazione dell’aeroporto aveva tanti componenti quanti il consiglio comunale di un medio comune, per giunta ben retribuiti e spesso con pensanti rimborsi visto che alcuni risiedevano in altre città?».
Merlo insiste: «Quando ho avviato la battaglia per la riduzione dei costi, per il dimezzamento del cda e per la privatizzazione, avvenuta in tutti gli altri aeroporti, spesso mi sono trovato solo mentre in molti, spesso gli stessi che oggi si lamentano, difendevano una situazione non più sostenibile e tutta sulle spalle del pubblico e quindi dei cittadini. Se oggi avessimo un aeroporto con strutture adeguate e più collegamenti, uno scalo moderno e funzionale, con più passeggeri, sono convinto che la strategicità ci sarebbe stata riconosciuta.
Allora, invece di recriminare, vediamo cosa ciascuno di noi può e deve fare, quanti da domani in Parlamento e nelle Istituzioni si impegneranno per sostenere la richiesta presentata dalla società di gestione al Governo e da me già portate alla diretta attenzione del ministro Delrio per ottenere la rivisitazione del piano industriale e dei finanziamenti nazionali ed europei, per sostenere politiche turistiche che facciano aumentare le presenze e i collegamenti».

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