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Vgt, nuovo cuore verde di Venezia

Un'ex area industriale si trasforma nel cuore verde di Venezia dedicato ai prodotti freschi, deperibili o che richiedono particolari condizioni di conservazione, in arrivo e partenza seguendo le rotte commerciali da e verso la Laguna. Si chiama Venice Green Terminal ed è una nuovissima struttura logistica per lo stoccaggio, la lavorazione e la distribuzione di merci che ora raddoppia servizi e dimensioni. Venice Green Terminal si trova lungo la banchina degli azotati nell'isola portuale di
Venezia in posizione strategica all'incrocio di tre corridoi di traffico europei, a 10 minuti dalla rete autostradale nazionale (autostrade
Milano-Venezia, Venezia-Trieste, del Brennero) e dall'aeroporto internazionale Marco Polo di Venezia, il terzo scalo del Paese. VGT è un HUB per l'approdo, la lavorazione, lo stoccaggio e la spedizione di prodotti freschi deperibili, ortofrutta, preparazioni alimentari, caseari, vino e alcolici, convenzionali, white lines e farmaceutici.

Offre tutti i servizi all’importazione, esportazione, transito, per lo stoccaggio e la distribuzione logistica dei prodotti destinati in Italia, nei Paesi Europei o verso le principali destinazioni Internazionali (Sud Africa, Sud America, Sudest Asiatico, Nord Europa ecc). Sorge all'interno di un ex edificio industriale composto di quattro grandi campate per un totale di 10mila metri quadrati. E' stato completamente ristrutturato e rifunzionalizzato trasformando i vecchi magazzini, in spazi nuovi di zecca, dotati di tutti i migliori sistemi di refrigerazione e di controllo qualitativo e sanitario.

 Le certificazioni di autocontrollo garantiscono la qualità delle manipolazioni, dello stoccaggio, del controllo sugli impianti e di conseguenza sulla catena del freddo che garantisce la perfetta conservazione delle merci.
«Quella legata ai prodotti freschi è una tipologia di attività che a Venezia è stata poco sfruttata - spiega Sergio Berto, presidente di VGT – ma che è in grado di portare molti vantaggi a tutto il territorio. Penso in particolare agli importatori che pur con sede e punti vendita nel Nordest, finora hanno sbarcato i prodotti ordinati in porti decisamente meno vicini con conseguenti maggiori spese di trasporto e un maggior impatto ambientale».

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