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Uno sguardo sul futuro per Marina di Carrara

Marina di Carrara: un porto che guarda lontano, programmando un futuro di alta specializzazione oltre alla riqualificazione delle aree portuali con la realizzazione di un waterfront che qualifichi l’accesso al mare della città. Terzo porto della Toscana, con una specializzazione nei lapidei e nell’impiantistica, con una tradizione portuale e di antichi mestieri, a
partire dalla cantieristica per arrivare ai trasporti eccezionali, lo scalo ha elaborato un progetto che partendo dall’esistente allarga e razionalizza gli spazi portuali, disegnando un nuovo fronte mare che restituisce parte delle aree industriali al tessuto urbano.

Gli interventi, fra l’altro, riguardano la riorganizzazione e riqualificazione del sistema stradale di accesso al porto per ridurre l’attraversamento della città da parte di mezzi pesanti, oltre alla messa in sicurezza della foce del torrente Carrione.

Le aree interessate dal progetto coprono 80.000 mq dei quali 20.800 mq sono dedicati ad aree verdi e luoghi di relazione. I nuovi percorsi e gli itinerari panoramici lungomare saranno lungi 1,2 km. 3.000 mq saranno destinati a spazi polifunzionali, 53 i nuovi posti auto e 174 le nuove alberature piantumate che completeranno l’area, mentre un sistema di rotatorie agevolerà la scorrevolezza del traffico e la sicurezza stradale. Sono inoltre previsti la realizzazione di piste ciclabili protette e una passerella pedonale sul torrente Carrione.

Una nuova piazza prospiciente il centro urbano, ricavata dall’ex deposito lamiere degli ex Cantieri Apuania, sarà destinata ad eventi di mercato, spettacoli o eventi culturali, mentre una terrazza panoramica sopraelevata si affaccerà sul mare e sulle Apuane. Sulla diga foranea saranno realizzati itinerari attrezzati e sicuri per consentire la percezione del mare e del paesaggio Apuano.

Il progetto del nuovo Waterfront è stato condiviso da tutti, dalle Istituzioni, ai media ai cittadini con i quali l’Autorità ha sostenuto in una pubblica assemblea un serrato e costruttivo confronto. Si rischiava la revoca dei finanziamenti ma il neo presidente è riuscito in meno di un mese a mettere in campo un progetto di valore che ha superato brillantemente il difficile iter burocratico e soprattutto le valutazioni di impatto ambientale.

 Patrizia Lupi
(leggi l’articolo completo su PORTO&diporto Febbraio)

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