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Le strade del fashion in Russia


26 novembre 2015 - La Russia, un mercato con un bacino di 146 milioni di potenziali consumatori, costituisce uno dei principali sbocchi per il fashion Made in Italy. Si tratta però di un’area geografica caratterizzata da importanti specificità di tipo legislativo e doganale, pertanto le imprese interessate a portare i propri prodotti in Russia e nei paesi dell’area CIS devono affidarsi a partner qualificati per tenere sotto controllo tutta la filiera logistica e non incorrere in criticità che possano essere di impedimento alla penetrazione del marchio in questi mercati.

Questo il principale messaggio emerso dal Convegno «Le Strade del Fashion in Russia. Come diffondere il Made in Italy», organizzato da GEFCO, Gruppo leader nella logistica industriale, e IC&Partners, società di consulenza che supporta le imprese nel processo di internazionalizzazione. L’evento, patrocinato da CCIR, AIMPES e ASSOLOGISTICA, ha visto anche l’importante testimonianza del gruppo Miroglio, per il quale la Russia ha assunto in questi anni un ruolo sempre più strategico

Il mercato del fashion in Russia tra il 2012 e il 2014 è cresciuto del 32,5%, per un totale 1.327 miliardi di capi di abbigliamento venduti. Circa l’85% dei prodotti di fascia medio-alta è rappresentato da importazioni dall’Unione Europea, di cui il 13% proviene dal nostro paese (dati riferiti al 2014). Il valore dell’import di abbigliamento e accessori dall’Italia alla Russia nel 2015 è stato pari a 421 milioni di euro ed il nostro paese figura al secondo posto tra i principali fornitori dopo la Cina.

Nel 2014 sono inoltre stati oltre 60 i marchi che hanno aperto negozi monomarca in Russia, a testimonianza di un contesto molto vivace in cui il Made in Italy viene percepito dai consumatori come un prodotto ad alto valore aggiunto. Si calcola inoltre che in Russia entro il 2030 vi saranno oltre 30 milioni di consumatori ad alto livello di spesa con elevata propensione all’acquisto di beni di consumo di qualità.

Le potenzialità del mercato russo tuttavia si intrecciano con alcuni elementi peculiari che rendono necessaria una conoscenza specifica dell’area, ad esempio l’esistenza di contro-sanzioni relative ad alcuni comparti, la presenza di barriere tariffarie, l’attuale svalutazione del rublo e la creazione dell’Unione Doganale Euroasiatica[1], che introduce nuove regole in materia di certificazioni.

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