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Imprese ittiche, la fotografia del settore


La Camera di Commercio di Milano ha elaborato i dati 2012 e 2013 forniti dall’Istat sul settore ittico in Italia. I dati sulle imprese attive nel comparto evidenziano una stabilità numerica a distanza di un anno, con 28.000 imprese, 8.ooo pescatori specializzati, 6.600 dettaglianti 4.300 ambulanti e 3.700 acquacoltori.

Analizzando il settore per regioni risulta primo il Veneto con 4.045 imprese (pari al 14,3% del totale), segue la Sicilia con 4.007 e la Campania con 3.160; la Sicilia risulta essere prima per pesca, oltre 1.760 imprese specializzate, mentre l’acquacoltura è concentrata in Veneto (1.554) ed Emilia Romagna (1.273). Tra le provincie quella di Napoli è seconda dietro a Rovigo e prima di Ferrar e Roma.

Ma la maggior parte dei prodotti consumati sulle nostre tavole proviene da Spagna, Paesi Bassi e Danimarca per il pescato, mentre per i prodotti di acquacoltura le provenienze sono Spagna, Grecia e Francia. Negativo il saldo import/export, infatti l’Italia importa otto volte più di quello che esporta, precisamente importiamo un miliardo di euro di prodotti, mentre esportiamo per 122 milioni di euro.

Come tendenza si registra un significativo aumento della domanda di pesce da mangiare crudo come tonno, spada e salmone, a discapito della richiesta delle qualità da cucinare al forno.


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