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“The Italian Way” - le eccellenze italiane tra pandemia e ripartenza


17 giugno 2020 - La Moda italiana, uno dei pilastri dell'economia nazionale e campana che negli anni ha saputo conquistarsi posizioni di leadership a livello internazionale, è messa a dura prova dalla crisi pandemica e oggi è fondamentale programmare nuove strategie per cogliere le opportunità che consentano una ripartenza veloce. Si è parlato di questo nella prima tappa da Napoli di “The Italian Way”, una roadmap virtuale sui settori di eccellenza del Made in Italy, che UniCredit lancia oggi per riflettere con stakeholders ed esperti sui nuovi scenari economici prospettati dal Covid. La prima giornata è stata dunque dedicata al Fashion.

Un settore che contribuisce per il 2,8% all’economia regionale e che fa della Campania il quarto polo rilevante in Italia per numero di imprese attive che operano nel comparto, con il 10%, dietro alla Toscana (22%), alla Lombardia (16%), e al Veneto (11%). All’incontro, organizzato da UniCredit in collaborazione con Confindustria Campania, hanno partecipato e si sono confrontati sui principali trend, esperti e operatori del settore italiano della Moda. Dopo i saluti introduttivi di Remo Taricani, Co-CEO Commercial Banking Italy UniCredit, di Annalisa Areni, Regional Manager Sud di UniCredit, di Vito Grassi, Vice Presidente di Confindustria e Presidente di Confindustria Campania e di Carlo Casillo, Presidente della sezione Moda e Design dell'Unione Industriali Napoli, è seguita una Tavola Rotonda nella quale si è discusso di prospettive e potenzialità del settore.

Durante la giornata Roberta Antinarella, Industry Expert UniCredit, ha presentato lo Studio di UniCredit sugli effetti del Covid-19 per la filiera delle Moda italiana e campana. Nello Studio si evidenzia come l’alta vocazione estera dell’industria della Moda italiana (con esportazioni che superano il 70% del fatturato), si confronti oggi con uno scenario particolarmente delicato. La Cina, rappresenta il 36% delle esportazioni mondiali del settore e pertanto, il fermo di molte fabbriche cinesi crea problemi di approvvigionamento di materie prime e prodotti finiti per le aziende più esposte.

Nel dettaglio, l’indagine di UniCredit, basata su dati Cerved, ipotizza due scenari per la Filiera italiana della Moda – il primo più conservativo (“Soft”) e il secondo più pessimista (“Hard”) – con due ipotesi alternative in merito all’estensione della crisi che prevedono entrambi una brusca discesa nel 2020 e una ripresa nel 2021. Se nello scenario “Soft” il fatturato a fine 2020 arriverà a perdere circa 1/5 del suo valore rispetto al 2019, con una ripresa prevista a partire dal 2021 che potrebbe essere sufficiente a colmare il calo previsto per l’anno in corso, nello scenario “Hard” il calo potrebbe essere maggiore e superare 1/4 del suo valore pre-Covid, con un rimbalzo significativo ipotizzato nel 2021.

 E’ inoltre da sottolineare come l’impatto negativo del Covid sarà sostanzialmente omogeneo a quello medio nazionale per tutte le imprese delle diverse regioni italiane e anche per quelle in cui hanno sede il maggior numero di imprese del settore moda in Italia, tra cui la Campania.

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