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Confetra incontra il Premier Conte: le premesse sono buone


18 giugno 2020 - “Abbiamo avuto modo di esprimere al Presidente del Consiglio Conte ed aiMinistri De Micheli e Patuanelliil nostro apprezzamento per aver posto la Logistica al centro dell’agenda economico istituzionale del Paese.Già con l’art.61 del DL Cura Italia, il nostro Settore è stato inserito tra le filiere produttive più strategicheper la tenuta del Paese. Anche nel Documento di Programmazione infrastrutturale Italia Veloce, la Logisticacompare tra le priorità, fin dal titolo, così come ad essa sarà dedicato spazio specifico nel Piano Nazionale diRiforme richiestoci da Bruxelles. Lo stesso Piano Colao parla di intermodalità, porti, ferrovia, green logistic.Tutto ciò non era scontato, e rappresenta il riconoscimento ad un comparto che – durante il lockdown ed al costo di enormi sacrifici economici – ha garantito gli approvvigionamenti del Paese” ha dichiarato il Presidente di Confetra, Guido Nicolini, uscendo da Villa Pamphilj.
 “Ora che il tema è posto, occorre passare alla fase di costruzione di risposte concrete. Per quanto ciriguarda, su tre assi di azione. C’è anzitutto un’emergenza infrastrutturale non più tollerabile: operealrallentatore, cantieri bloccati, Genova e la Liguria paralizzate e isolate, il Mezzogiornodisconnesso, troppiporti ed aeroporti con gravi problemi di accessibilità stradale e ferroviaria.
C’è poi un’emergenzasemplificazioni: abbiamo avanzato 20 proposte normative specifiche per rendere più fluido il flusso dellemerci e più facile la vita ai vettori. Basti pensare che in tema di spedizioni, il cuore pulsante della logisticamoderna, si fa ancora riferimento al Regio Decreto del 1942.
Ma le nostre proposte riguardano l’autotrasporto, i corrieri, il cargo aereo, il cargo ferroviario. Oltre 400procedimenti amministrativi in capo a 30 pubbliche amministrazioni e che generano circa 30 miliardi dioneri burocratici in capo alle aziende ed alle merci. Terzo: urge una politica industriale per il nostroSettore. Abbiamo 95 mila imprese, il 90% delle quali ha meno di 5 milioni di fatturato e meno di 9 addetti”.

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