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“Io resto…a guidare”


12 marzo 2020 - Trasportounito, Associazione di rappresentanza dell'autotrasporto, chiede alle imprese ed ai loro conducenti di compiere tutti gli sforzi possibili per evitare che l'economia reale del Paese collassi. Con un palese invito a dimostrare un senso di responsabilità maggiore rispetto a quello evidenziato anche da soggetti istituzionali, Trasportounito lancia lo slogan: “IO RESTO…A GUIDARE”.

 Il che equivale ad affermare “io non fermo l’economia e difendo il mio Paese”. Ma Trasportounito chiede con urgenza e con decisione che il Governo intervenga e subito perché siano poste in essere condizioni "umane" tali da garantire agli autotrasportatori e ai conducenti i requisiti minimi per proseguire nella loro attività.

Due esempi per tutti: i centri di carico e scarico devono consentire, nell'osservanza delle disposizioni di sicurezza, la discesa dal mezzo del conducente che spesso arriva a destinazione dopo ore e ore ininterrotte di guida; gli stessi centri devono dotarsi e consegnare, qualora il conducente ne fosse sprovvisto, l’apposita mascherina; e infine, le aree di servizio in autostrada devono restare aperte 24 ore al giorno.
“Non casualmente si chiamano aree di servizio – sottolinea Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – perché garantiscono a chi lavora sulle strade un servizio minimo di garanzie di servizi igienici, ma anche di beni base di sostentamento. Equiparare le aree di servizio in autostrada a pub o a locali della movida rappresenta una delle tante follie alle quali stiamo assistendo”.

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