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Le chiusure autostradali e l’industria nautica del nord ovest


22 febbraio 2020 - Ieri la Ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli ha inaugurato il nuovo viadotto “Madonna del Monte”, uno dei nodi sul lato più a monte della A6 Torino - Savona. Si tratta senza dubbio di una boccata d’ossigeno per la viabilità dei trasporti eccezionali, la cui realizzazione è avvenuta a tempo di record e per questo trova il plauso di Confindustria Nautica. Tuttavia, i gravi disagi che interessano le infrastrutture stradali del Nord Ovest del Paese, tra chiusure, lavori e interdizioni al traffico, stanno mettendo in ginocchio l’industria nautica e le infrastrutture del territorio ligure che ne sono il naturale sbocco al mare. Rimane critica la viabilità fra Piemonte e Lombardia con la Liguria a cause di moltissime chiusure, fra cui quelle dei viadotti Bormida (A26 tra Ovada e Alessandria) e Andona (tra Asti Ovest e Villanova D'asti, in entrambe le direzioni), quella del tratto compreso tra l’allacciamento con la A10 e lo svincolo per Masone – che non consente l’accesso a Genova Voltri – e quella del casello di Celle Ligure – che penalizza i vari a Varazze. Queste ed altre restrizioni costringono i cantieri nautici ad acquisire autorizzazioni al trasporto eccezionale su tratte molto lunghe, con costi stratosferici che trasformano in perdite le singole vendite di unità da diporto. Si sono verificati anche casi, come quello di Absolute Spa, in cui la sola possibilità di consegnare una nave da diporto a un cliente americano è stata quella di portarla a Trieste, dovendosi poi fare carico del carburante e dell’equipaggio necessario ad effettuare il periplo della Penisola. In altre situazioni l’imbarco per l’esportazione su navi mercantili non è stato possibile. Anche dove autorizzati in deroga, la concentrazione dei i trasporti eccezionali in alcune limitate finestre temporali crea intasamento e difficoltà di deflusso e ancora altri costi. La concentrazione del traffico in arrivo presso le aziende di assemblaggio finale o i porti di varo, infatti, sovraccarica le imprese di straordinari, penali per ritardata consegna, contenziosi con i clienti e risoluzioni dei contratti.

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