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Come sarà la logistica e l’economia italiana nel futuro

29 gennaio 2020 - La crescente regolamentazione del consumo di suolo e le restrizioni nel traffico merci in città che effetto avranno sui magazzini e sulla loro struttura da qui a 10 anni? I magazzini cresceranno in altezza dagli 11 metri medi di oggi fino a 40 ed oltre, saranno automatizzati in modo flessibile con robot autonomi e dove possibile si stabiliranno su zone già costruite.

Come si evolverà la logistica alimentare da qui a cinque e dieci anni? Ci sarà un aumento delle tipologie di prodotti che saranno obbligatoriamente trasportati e conservati a temperatura e sempre più anche ad atmosfera controllata. Insieme, saranno introdotte tecnologie di trasformazione, conservazione ed imballaggio primario in grado di prolungare la useful life dei prodotti.

E tutto sarà tracciato in modo automatico Se ne parlerà a SF&LmI a Milano il 30 e 31 prossimi Riuscirà il trasferimento dalla gomma al ferro nell’ambito della logistica interna da qui a 15 anni? Il giudizio è ancora sospeso ma i tempi morti nel carico e soprattutto lo scarico dei convogli e dei tragitti dagli hub intermodali ai Centri Distributivi e ai punti di consumo non sono compatibili con gli attuali e futuri ritmi di riordino. Inoltre, la pianificazione urbana continua a non tenere conto della logistica se non come una fastidiosa necessità.

La focalizzazione nel discorso politico-logistico-portuale sul traffico container e ro-ro e sulla concorrenza con i porti del Nordeuropa è rispondente alla modalità di funzionamento dell’economia italiana a cinque, dieci e quindici anni? Mentre l’esportazione dei beni finali può avvenire in diversi modi (nave, gomma, treno, aereo), l’importazione delle materie prime utilizzate per costruire i beni finali avviene quasi esclusivamente via mare. Le materie prime viaggiano su navi diverse dalle portacontainer e dalla ro-ro: attenzione alla rinfusiere, che stanno anch’esse crescendo dimensionalmente. Inoltre, l’Italia ha già perso la battaglia del transhipment con .. il Nordafrica.

 Le aziende italiane di ogni dimensione ma soprattutto quelle medie e piccole sono tirate da tutte le parti: siate sostenibili, assumete, siate efficienti, specializzatevi, siate internazionali, esportate, siate inclusive, innovate, siate finanziariamente solide…. Solo concentrandosi sul core business e delegando il più possibile all’esterno queste sfide potranno essere affrontate, oltre a sfruttare al massimo tutte le opportunità di sostegno finanziario previsto da leggi ed incentivi pubblici.

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