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Storia della Marineria Mercantile Italiana 1861-1914


9 dicembre 2019 - Promosso da Fondazione Clerici, il 3 dicembre scorso, al Galata Museo del Mare di Genova, è stato presentato il primo volume della collana “Storia della Marineria Mercantile Italiana” intitolato “1861-1914. Dall’Unità alla vigilia della I Guerra Mondiale”.

La nuova collana, curata da Pierangelo Campodonico, direttore del Mu.MA, Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova e fortemente voluta dalla Fondazione Paolo Clerici, è dedicata ai grandi periodi della marineria mercantile italiana, ed è destinata a un pubblico il più vasto possibile, con un ricco racconto della nascita del mondo dello shipping, del suo ruolo all’interno della politica economica italiana, con le vicende umane e societarie, dove le storie degli armatori si mescolano a quelle dei comandanti e dei marinai, fino ai giorni nostri.

Il primo volume, di 296 pagine a colori, in due lingue, a cura di Pierangelo Campodonico, dedicato al ruolo fondamentale della marineria mercantile italiana nei primi cinquant’anni del Regno d’Italia, è stato presentato da Cesare d’Amico CEO d’Amico Società di Navigazione e Consigliere Confitarma, Paolo Clerici, presidente della Fondazione Paolo Clerici e Past President Confitarma, Marco Bucci, Sindaco di Genova, e Luca Ubaldeschi, direttore de IL Secolo XIX, oltre a Nicoletta Viziano e Pierangelo Campodonico, rispettivamente Presidente e Direttore del Mu.MA. Cesare d’Amico ha affermato
“Sono molto contento, come armatore e come italiano, che sia stato realizzato questo importante progetto. La Marineria Mercantile italiana ha scandito la storia di questo paese soprattutto dal punto di vista industriale, portando l’Italia in prima linea anche a livello mondiale.” 
Paolo Clerici, presidente della Fondazione ha affermato
“Con la collana di cui abbiamo presentato il primo volume inizia una nuova navigazione sulle tracce delle rotte seguite nel passato da armatori, comandanti, marinai: alcuni noti come Rubattino o Florio, altri meno noti o addirittura sconosciuti, ma tutti degni di essere ricordati nella grande avventura degli italiani con il mare”.

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