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Confetra: la logistica non è il bancomat del governo


11 dicembre 2019 -
"Mai il settore della logistica e del trasporto merci aveva subito un attacco simile: secondo i primi calcoli del nostro Centro Studi tra nuove tasse, costi aggiuntivi e tagli, tra 180 e 200 milioni di euro" 
ha dichiarato il presidente di Confetra, Guido Nicolini, a valle dei lavori della Giunta confederale.
 "Un attacco tragicamente distribuito: autotrasporto, terminal portuali, terminal ferroviari, marebonus, persino l'appalto di servizio si è reso più esoso nella gestione attraverso l'art 4 del DL fiscale. Evidentemente al Governo non è chiaro che il nostro comparto sta tenendo in piedi l'economia del Paese essendo lo strumento fondamentale sia dell'import che dell'export: uniche voci positive di un quadro economico nazionale stagnante da anni. Sono partiti dalla Plastic Tax per il Green New Deal e sono arrivati togliendo risorse allo shift modale ed al trasporto sostenibile: complimenti.
Capolavoro paragonabile solo alla flat tax al rovescio: dai giganti concessionari autostradali ai piccoli concessionari portuali o ferroviari: più 3,5 % Ires per tutti. A latere, il Governo ha trovato anche il tempo per cacciare senza ragione il Direttore delle Dogane, Mineo.
E così - in piena preparazione della Brexit, sperimentazione del nuovo Regolamento UE sui controlli, e gestione della guerra dei dazi - avremo il quarto Direttore negli ultimi 4 anni. È davvero preoccupante il vuoto strategico e di visione che questo Governo manifesta nel settore della logistica e del trasporto merci, che giova ricordare rappresenta il 9% del PIL del Paese prodotto da quasi 110 mila imprese".

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