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La politica del non decidere vuole la morte del Porto di Venezia


23 ottobre 2019 - Assoagenti Veneto, Assosped, Confetra Nord Est e Doganalisti Venezia prendono posizione sul mancato escavo dei canali che sta uccidendo il Porto:
“E’ arrivato il momento in cui ciascuno si deve assumere le proprie responsabilità: la comunità portuale di Venezia non può più sopportare rinvii ed estenuanti attese dovute alla burocrazia e alle non scelte dei decisori pubblici. Attendiamo da mesi se non anni oramai che venga rispettato quanto previsto dal Piano Regolatore del Porto e cioè il rispetto delle quote dimensionali dei canali portuali già soggetti alle limitazioni derivanti dal Mose.
Si tratta di una normale attività di manutenzione che è bloccata perché vi è uno stallo ingiustificato imposto da chi deve predisporre le relative autorizzazioni: e più emblematico e tipicamente italiano è che le scelte in stallo dipendono in definitiva da due soli ministeri (Infrastrutture e Ambiente) per mezzo delle varie emanazioni funzionali periferiche.
Gli operatori del porto sono allo stremo delle forze, senza dimenticare che la questione delle cosiddette ‘grandi navi’ si assomma o meglio si incardina in quello appunto degli interventi manutentivi ed escavi di tutto il sistema portuale veneziano. E’ fatto noto che gli stessi armatori (sia container che crociere) stanno forzatamente da mesi spostando le navi e le prenotazioni per i prossimi anni verso porti limitrofi.
In questo senso condividiamo appieno le stesse preoccupazioni manifestate dai sindacati dei lavoratori in questi giorni e che avrà come effetto azioni che noi non condividiamo nella forma ma che non possiamo che comprendere. Confermiamo che da parte nostra continueremo ad avviare tutte le iniziative necessarie, per far valere le nostre ragioni e i nostri diritti in antitesi a chi per troppo tempo ha preferito non decidere e, di questo, ne dovrà rispondere nell’ambito del suo mandato”.

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