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A Shipping and the Law gli armatori accettano la sfida della green economy


10 ottobre 2019 - "Stiamo entrando nella quarta rivoluzione industriale che è diversa dalle precedenti perché si basa anche sulla comunicazione e connettività oltre che sulla tecnologia. Sono tante le sfide che ci attendono a partire dall'enorme cambiamento delle regole sulle emissioni a partire da gennaio che ci porta sulla strada verso il 2050, quando il settore del commercio marittimo si è impegnato a dimezzare le proprie emissioni di Co2". Questo lo scenario descritto da Esben Poulsson, presidente dell'International Chamber of Shipping, l'associazione mondiale degli armatori, in apertura della decima edizione di Shipping and the Law, che anche quest'anno ha raccolto a Napoli, al Maschio Angioino, il gotha del settore marittimo globale. Poulsson ha anche sottolineato la scelta indicata dall'Onu di istituire delle grandi aree marine protette negli oceani e che "le sfide sull'ambiente - ha detto - coinvolgono non solo gli armatori, ma anche i porti e dobbiamo chiederci cosa fare dal punto di vista infrastrutturale. Se vogliamo arrivare pronti alla deadline del 2050 non abbiamo tempo da perdere". Il tema dell'ambiente è centrale nell'edizione 2019 di Shipping and the Law, come evidenzia Francesco Saverio Lauro, avvocato marittimista e organizzatore dell'evento: "Il mondo dello shipping - spiega - ha tre orizzonti: da gennaio 2020 c'è l'abbattimento delle emissioni di zolfo, al 2030 bisogna guardare ai cambiamenti dello scenario economico mondiale che ci illustra qui a Napoli Hamish McRae, futurologo e professore a Oxford, mentre nel 2050 c'è l'obiettivo di dimezzare le emissioni del comparto. Su questo lavoriamo al nostro forum di Napoli per sviluppare soluzioni, sapendo che non tutte le idee coincidono ma che da questo dibattito nascono elementi di novità per la capacità dell'industria marittima di affrontare le sfide. L'ambiente è oggi un tema centrale per questo abbiamo mostrato qui a Shipping anche l'intero discorso di Greta". Una sfida subito raccolta dall'armatore Emauele Grimaldi che ha annunciato la produzione di nuove navi che rispetteranno le città portuali, spegnendo i motori quando sono attraccate e dicendo stop alle colonne di fumo che si alzano dalle navi in porto: "Abbiamo ordinato - spiega l'armatore - 12 nuove navi e 5 car carrier. Le car carrier sono le più efficienti mai costruite, possono portare 7-8000 auto e consumano quanto le navi che anni fa ne portavano 1500, quindi sono molto più grandi e 4-5 volte più efficienti di quelle di un tempo. I traghetti in produzione sono invece tra i primi ibridi al mondo, con una potenza di batterie molto alta che gli permette di stare importo con emissione zero con degli shaft, degli alberi di trasmissione, che sono sul motore principale e prelevano i picchi di potenza che ricarica le batterie. Quando arriva in porto, quindi, la nave può spegnere completamente i motori e avere tutta l'elettricità necessaria dalle batterie, che peraltro si ricaricano anche quando la nave è ferma grazie ai pannelli solari. Su questo novità avremo presto alcune delle navi più avanzate al mondo ed è un orgoglio napoletano".

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