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Tra nuove tecnologie e normative internazionali, come cambia lo shipping

26 settembre 2019 - L’introduzione di nuove tecnologie e le modifiche indotte da regolamenti internazionali sulla navigazione sempre più dirimenti ha letteralmente rivoluzionato l’industria delle costruzioni navali. 
Le differenze tra unità varate all’inizio degli anni duemila ed oggi, poco visibili ma radicali, superano di gran lunga quelle esistenti tra le navi costruite negli anni sessanta e quelle del principio di questo secolo. 
Alberto Moroso, presidente di Atena, sintetizza così l’accelerazione registrata negli ultimi anni nel settore della progettazione nautica alla “Conferenza sulle nuove tecnologie navali” tenutasi alla Stazione Marittima di Salerno. L’appuntamento, nell’ambito del XX Raduno Nazionale Marinai d’Italia attualmente in corso nella città campana, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte nel settore. Moroso ha illustrato i principali cambiamenti accorsi in campo ingegneristico in seguito all’applicazione delle Convenzioni Marpol e Solas, affrontando le sfide ulteriori che l’industria armatoriale sarà chiamata ad affrontare a breve con l’introduzione, a partire dal prossimo anno, dei nuovi carburanti con basso tenore di zolfo. Trasformazioni radicali, dovute all’emergere di nuove sensibilità in termini di rispetto ambientale, che investono il settore marittimo nella sua complessità. 
Il capitale umano è un asset strategico altrettanto importante delle navi per le attività legate all’economia del mare. Le normative internazionali non riescono a seguire il ritmo dei cambiamenti tecnologici,
ha spiegato Fabrizio Monticelli, Ceo di IMAT, principale ente formativo italiano dello shipping, con 15-20mila marittimi formati ogni anno.  
Nasce da questa consideranzione l’esigenza di una alleanza strategica tra compagnie, enti formativi e istituzioni per la messa a punto di portafogli di competenze in grado di rispondere alle esigenze mutevoli del settore. 
L’obiettivo è garantire la competitività ad un sttore strategico per l’economia italiana, puntando (anche) sull'intermodalità e la valorizzazione della catena logistica come elementi su cui incardinare politiche industriali inedite. 
La sostenibilità diventa un tema cruciale per essere competitivi. Gli investimenti di oggi avranno un ritorno importante in futuro. In quest’ottica bisognerà perseguire senza esitazioni le linee programmatiche tracciate dall’Ue in tema di decarbonizzazione e digitalizzazione dei processi logistici, 
ha sottolineato Antonio Errigo, vice presidente di Alis. 

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