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Il Porto di Venezia interviene in Polonia sulla Via della Seta


6 settembre 2019 - Invitato per il secondo anno consecutivo dall’organizzazione del Forum Economico dell’Europa centro-orientale, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino ha partecipato a una sessione di dibattito relativa agli sviluppi della nuova Via della Seta. Contestualmente, Stefano Bonaldo, capo segreteria del Presidente e del Segretario Generale, ha partecipato al panel “Infrastrutture regionali: previsioni e direttrici di sviluppo”.

Il Forum, che si tiene annualmente a Krynica in Polonia e che giunge quest’anno alla XIX edizione, è considerato il più rilevante summit geo-politico tra le economie dell’Europa orientale, coinvolgendo oltre 4000 esperti provenienti da 60 Paesi del mondo. I Paesi dell’Europa dell’est sono particolarmente coinvolti dagli sviluppi della strategia cinese della Belt & Road, poiché sono destinati ad intercettare la linea di collegamento terrestre con l’estremo Oriente ma sono interessati anche all’aumento dei traffici lungo le altre due direttrici marine, quella mediterranea e quella artica.

Il presidente Musolino è intervenuto in rappresentanza del porto veneziano, che è considerato uno snodo fondamentale dei traffici futuri sullo scacchiere europeo, nel contesto di un panel di relatori che comprendeva: Yuxi Sun, Advisor del Ministero degli Affari Esteri cinese; Altai Efendiev, Segretario generale The GUAM, Organizzazione per la Democrazia e lo Sviluppo Economico; Paul Irwin Crookes, Professore di studi contemporanei cinesi ad Oxford; Diane Paula Corina Vancea, Vicerettore della Università romena Ovidius di Constanta; Darren Spinck, Managing Partner di Global Strategic Communications Group e Jinping Zhao, ricercatore del Consiglio di Stato cinese.
“La BRI continua a rappresentare una grande opportunità in termini potenziali”
 ha dichiarato Pino Musolino rilevando come, a sei anni dal suo lancio,
“la strategia cinese, ancora troppo aderente agli interessi cinesi, deve ora cominciare a delineare in maniera puntuale percorsi di cooperazione internazionale volti a rappresentare vantaggi concreti per tutti i soggetti in campo in un’ottica di maggiore reciprocità”.

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