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Ucina presenta la ricerca “Le capitali della nautica”


23 giugno 2019 - La crescita dell'8,9% del valore aggiunto e dell'1,9% degli addetti della filiera nautica nell'ultimo triennio, evidenzia la capacità di ristrutturazione e rigenerazione del settore della nautica da diporto. I moltiplicatori della filiera nautica sono oggi pari a 7,1 per il valore aggiunto e 9,6 per gli addetti.

Entrando nel dettaglio, il valore aggiunto è aumentato del 15,2% nel settore della cantieristica, a fronte di una crescita che si è fermata al +6,1% per il totale dell’economia italiana. Con 183.624 addetti - di cui 17.245 nella costruzione, 105.549 nella subfornitura ai cantieri e nella componentistica, 39.870 nelle riparazioni, refit e servizi e 20.961 nel turismo e nel commercio - la filiera nautica si conferma leva di sviluppo per l’occupazione italiana.

E' quanto emerge dalla ricerca commissionata da UCINA Confindustria Nautica a Fondazione Symbola dal titolo
“Le Capitali della Nautica” presentata a Santa Margherita Ligure nell’ambito della Convention UCINA UCINA Confindustria Nautica e, in collegamento video, Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria. Dopo il saluto di benvenuto del Sindaco di Santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni, il convegno si è aperto con il quadro economico curato da Alessandro Plateroti:
 “L’Italia non può considerarsi una variabile indipendente rispetto al contesto europeo. Per continuare a crescere dobbiamo sostenere le nostre eccellenze, come la nautica, e avere un approccio di sistema e di politica industriale. Non dobbiamo dimenticare che per chi ha le produzioni e sa produrre valore, il mercato c’è”. 
Per Antonio Macaluso, la percezione del valore dell’industria è un tema centrale:
“Noi viviamo in un Paese dove la nautica continua ad essere percepita come un mondo per pochi. Questo è dovuto in parte ad una classe politica che in passato ha demonizzato il settore e, poi, da un problema di cultura generale. Su questo è necessario lavorare, anche attraverso i volti di chi, col proprio lavoro, ha portato l’industria italiana della nautica ai vertici mondiali”. 
Domenico Sturabotti, Direttore Fondazione Symbola ha presentato i dati della ricerca “Le Capitali della Nautica” sottolineando, in merito alla filiera della nautica, quanto sia ramificata la relazione del nostro settore con il resto dell’economia italiana. Venendo alle Capitali della Nautica, la Lombardia, con 2miliardi e 208milioni di euro, si conferma al primo posto per valore aggiunto davanti al Veneto che scala diverse posizioni.

Il Piemonte, secondo nel 2015, scende al 5° posto. Se guardiamo la quota percentuale rispetto al totale del valore aggiunto di ciascuna Regione, al primo posto il Friuli Venezia Giulia (con il 2,13%), che precede di poco la Liguria, seguita dalle le Marche. La classifica del segmento cantieristica vede La Spezia sorpassare Lucca (distretto di Viareggio), al terzo posto si attesta Torino; il peso delle riparazioni navali nell’economia provinciale vede la leadership ancora una volta di La Spezia davanti a Lucca, mentre la Toscana meridionale (provincia di Grosseto) precede Genova.

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