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Convocato il tavolo di lavoro OITA


23 giugno 2019 – Comprende rappresentanti delle istituzioni, dei produttori, dei distributori e dei trasportatori delle due massime eccellenze alimentari Made in Italy il Tavolo di Lavoro convocato da OITA a Roma martedì 25 giugno con l’obiettivo di definire le buone pratiche per il trasporto di vino ed olio EVO, attualmente privo di una normativa specifica. La riunione, che inaugura i lavori del nuovo Gruppo organizzato dall’Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti (il polo consultivo neutrale nato nel 2016 per approfondire le tematiche connesse al trasporto Food&Beverage e di tutte le merci che richiedono temperatura e/o atmosfera controllata), ha come obiettivo la definizione degli obiettivi conoscitivi, del cronoprogramma e delle modalità di realizzazione delle linee guida, nonché della loro promozione nelle filiere di riferimento.

Il tavolo è coordinato dalla Presidente di OITA, Clara Ricozzi, e si avvale della collaborazione di Marco Comelli, Segretario Generale. Olio e vino sono liquidi alimentari sensibili alle condizioni ambientali (temperatura, vibrazioni), che influiscono sulla loro conservazione e sul mantenimento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali originarie. Queste condizioni alteranti possono verificarsi nella fase del trasporto.

Non esistono però normative specifiche che regolino questa fase, e anche la de-nominazione in etichetta, per esempio per l’olio, “conservare al riparo della luce e lontano da fonti di calore”, è facoltativa. La scarsa attenzione alla regolazione del settore, in Italia e nella UE, deriva dal fatto che l’alterazione di olio EVO e vino provoca un’alterazione qualitativa, apparentemente non un degrado con conseguenze sanitarie. In questo i due generi merceologici differiscono da molti prodotti alimentari per i quali il trasporto è normato in modo stringente.

Nonostante diversi spedizionieri e trasportatori forniscano indicazioni e offerte specifiche per il trasporto di vino, l’attenzione viene posta sulle modalità di imballo e si concentra sull’integrità del contenitore, comunque importante per il valore economico e per la commerciabilità del prodotto, piuttosto che su quella del contenuto.

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