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Genova capitale della Blue Economy


14 maggio 2019 - Tutti concordi i relatori che hanno animato la sessione inaugurale della II edizione del Summit dedicato all’economia del mare e promosso dal Comune di Genova e dall’Associazione Genova Smart City.
 "Un genovese su due lavora nella blue economy. Le attività legate al settore marittimo in città impiegano 110 mila persone su un totale di 240 mila occupati complessivi. Su questo dobbiamo puntare, se vogliamo diventare i numeri uno"
 – ha esordito in apertura il sindaco di Genova Marco Bucci. Dello stesso avviso Ugo Salerno, presidente del RINA, moderatore della mattinata dedicata al Waterfront, che ha sottolineato l’importanza di realizzare nuove infrastrutture per poter competere con il Nord Europa anche a fronte delle nuove normative semplificate, che permetteranno a Genova di muoversi in maniera molto più snella nella realizzazione delle stesse. Oggi la Blue Economy, come evidenziato dal VII rapporto sull’Economia del Mare della Camera di Commercio di Latina presentato Mauro Zappia, Commissario Straordinario, coinvolge quasi 200.000 imprese pari al 3,2% del totale producendo un valore aggiunto di 45 miliardi di euro circa pari al 2,9% dell’economia italiana.

Sempre dal rapporto emerge che, attraverso la produzione diretta e indiretta, la filiera blu attiva sul resto dell’economia un valore aggiunto di 130 miliardi portando l’incidenza sul totale del sistema produttivo al 10%. Ogni euro prodotto in sintesi, ne attiva altri 1,9 sul resto dell’economia, grazie all’indotto. In questo quadro generale la Liguria è Il territorio a più alto tasso di blue economy in cui l’incidenza sul totale dell’economia regionale è pari al 9,2% sul totale imprenditoriale regionale ed è seguita a distanza da Sardegna (5,8%) e Lazio (5,4%). Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva anche per il Gruppo Onorato che da oltre un secolo collega il Porto di Genova con Corsica e Sardegna.
“L’efficienza energetica per uno sviluppo sostenibile del porto”
 – ha sottolineato Mauro Mura, AD di Tirrenia –
 “deve andare di pari passo alla semplificazione della attività portuali, da quelle di imbarco-sbarco dei mezzi, alla prenotazione e gestione delle merci e, soprattutto, sfruttando al massimo l’intermodalità dei trasporti.”
 Centralità del porto, possibilmente ecocompatibile, logistica semplificata e un’attenzione alla ricaduta sociale sono i valori necessari secondo Roberto Pane, CFO Gruppo Spinelli per rend

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