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3° Workshop sulle Aree Marine Protette


14 maggio 2019 - Nella giornata di ieri si è tenuto a Napoli, presso il centro congressi della Stazione Marittima, il 3° workshop sulle Aree Marine Protette, teso a favorire un confronto diretto tra gli Enti gestori e le Autorità marittime per l'ottimizzazione delle attività di sorveglianza.

Al convegno, presieduto dal Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, hanno partecipato la Direttrice Generale della Direzione per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Maria Carmela Giarratano, i Direttori Marittimi ed i Comandanti delle Capitanerie di porto in cui ricadono le 10 Aree Marine Protette dell’Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, e del Friuli Venezia Giulia, oltre ai rappresentanti degli Enti gestori delle stesse.

L'incontro si è aperto con il saluto del Direttore marittimo della Campania, Contrammiraglio Pietro Giuseppe Vella, che ha sottolineato l’importanza di un confronto diretto con gli Enti gestori per l'individuazione, la diffusione, l'interscambio e l'utilizzazione delle “buone pratiche” adottate a livello locale e per l’elaborazione dei regolamenti di organizzazione delle Aree Marine Protette in maniera più rispondente alle reali esigenze, al fine di rendere più efficiente anche l’attività di vigilanza e controllo.

 Nel corso del workshop sono state discusse le procedure operative applicate dalla Guardia costiera per assicurare la vigilanza in mare, analogamente a quanto fatto nei precedenti incontri, nonché le criticità emerse a livello locale per ciascuna Area Marina Protetta. Attraverso il confronto diretto con i rappresentanti degli Enti gestori e sotto il coordinamento della Direzione generale, si è così inteso sviluppare quel rapporto sinergico tra le Autorità marittime e gli Enti gestori che, seppur consolidato nel corso degli anni, richiede oggi un nuovo impulso per meglio calibrare l'attività di sorveglianza e gli obiettivi di intervento a fronte di più rigorose procedure di rendicontazione delle risorse.

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