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A Livorno e Piombino la merce corre sui binari giusti


27 marzo 2019 - 1.963 treni, per un totale di 35.670 carri movimentati. Sono questi i numeri del 2018 relativi all’attività ferroviaria del porto di Livorno. Rispetto all’anno precedente i volumi spediti e ricevuti via ferrovia sono aumentati del 14%, sia in termini di carri movimentati che di treni in ingresso/uscita dallo scalo. Per lo scalo labronico il 2018 non è stato dunque soltanto l’anno dei record registrati nel comparto delle tonnellate movimentate, dei mezzi rotabili, delle auto nuove sbarcate/imbarcate e dei passeggeri su traghetti, ma anche quello dei grandi numeri con riferimento al trasporto su ferro.

 I dati restituiscono la fotografia di un porto la cui quota di traffico merci movimentata su ferrovia sta crescendo a ritmi più che buoni, come si evince peraltro dalla lettura dei dati relativi alla movimentazione del traffico dei container. Nel 2018 sono stati 59.190 i contenitori movimentati su treno, con un incremento dell’8,7% rispetto al 2017; mentre i carri in ingresso/uscita sono stati 27.318, +3,5% rispetto allo scorso anno. A seguito di tale andamento la quota rail del porto relativa al traffico containerizzato è passata dal 15,5% del 2017 al 16,2% del 2018.

Da segnalare inoltre che nel 2018, a partire dal mese di marzo, la modalità ferroviaria è stata utilizzata, a distanza di oltre dieci anni dall’ultima volta, anche per il trasporto delle auto nuove sia in import che in export. 1.871 sono i carri carichi che l’anno scorso sono arrivati/partiti direttamente dallo scalo di Livorno e che precedentemente arrivavano/partivano dall’Interporto A. Vespucci. Anche i dati dei volumi dell’attività di manovra ferroviaria relativi al Comprensorio di Livorno (che includono il traffico ferroviario dell’Interporto e della raffineria Eni) sono positivi, con una crescita rispetto al 2017 sia nel numero dei carri (+9,3%) che nel numero dei treni (+10%). Il treno sta insomma diventando una delle scommesse principali per il porto della Città dei Quattro Mori, che conferma nei numeri la scelta fatta a favore degli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, sia quelle programmate che quelle già realizzate.

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