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Porti e aiuti di stato


2 febbraio 2109 - Lunedì 4 Febbraio alle 18.30, nella sala Piccola Fenice di via San Francesco 5, il Propeller Club di Trieste terrà la periodica conviviale con un incontro dedicato alle recenti richieste in sede europea. La Commissione Ue, infatti, ha chiesto che l'Italia conformi il sistema di tassazione dei Porti alle norme in materia di aiuti di Stato. In termini pratici, si vuole che le Autorità di Sistema Portuale paghino le tasse come se fossero delle normali Spa.


Il Governo italiano ha già fatto sapere di volere avviare un confronto con la Commissione europea perché le osservazioni, così come sono state formulate, di fatto significherebbero una limitazione gravissima nel piano degli investimenti infrastrutturali del nostro Paese. I maggiori costi che ne deriverebbero sarebbero sicuramente un vantaggio a favore dei Porti del Nord Europa, che iniziano a vedere ed a valutare la crescita dei Porti Mediterranei come una concorrenza effettiva e crescente, nonostante le distanze ancora rilevanti, per quanto concerne i volumi di traffico movimentati.

Ma cosa significherebbe per i Porti italiani una diminuzione degli introiti dovuta alla tassazione sui redditi percepiti da concessioni e tasse portuali? Quali le conseguenze da una simile situazione? Quali i vantaggi e gli svantaggi di uno scenario che preveda Porti a gestione privata? E' possibile, in ipotesi, percorrere questa strada? Di tutto ciò si discuterà al Propeller Club durante l’incontro dal titolo: Commissione ue: «le authority dei porti devono pagare le tasse».

 Scenari ipotetici tra trasformazione in spa e privatizzazione degli scali. Relatori saranno: Zeno D’Agostino (presidente AdSP MAO), Alberto Pasino (partner Zunarelli Studio Legale Associato), Francesco Parisi (presidente Gruppo Parisi) e Stefano Visintin (presidente Ass Spedizionieri FVG).

1 commento:

  1. La Portualità Italiana è pesantemente penalizzata
    dall'inadeguatezza delle infrastrutture e dalla cronica carenza di finanziamenti.

    Penso che il futuro della Portualità Italiana sarà problematico ed incerto se non sarà in grado di rendere più competitivi per costi/servizi i suoi Scali, cercando chiaramente di eliminare il notevole gap tecnologico/infrastrutturale che da parecchi decenni sta scontando nei confronti della super attrezzata Portualità Nord Europea "costantemente ed invidiabilmente sempre impegnata nel potenziamento dei loro Scali".

    Per guardare serenamente al futuro dobbiamo al più presto potenziare l'operatività dei nostri più importanti sbocchi al mare siano essi di valenza Nazionale che Internazionale, pianificando e realizzando un'insieme di significative nuove opere che si caratterizzino sia per dimensioni che per potenzialità, nuovi consistenti ed indispensabili investimenti che dovrebbero chiaramente interessare non solo i Porti ma anche i collegamenti gomma/rotaia, il tutto per poter significatamente migliorare e velocizzare la Logistica di Porto e Retroporto ed ottimizzare quindi il servizio reso alle merci in transito.

    Soltanto se saremo in grado di mettere in campo ingenti finanziamenti Pubblici chiaramente se le normative Europee in tema di aiuti di Stato lo consentiranno oppure Privati "per ammodernare le nostre infrastrutture" riusciremo nell'intento di scalfire almeno in parte l'attuale strapotere della Portualità Nord Europea e coronare quello che è stato sempre un nostro sogno "spostare un po' più a Sud il baricentro del Sistema Trasportistico Comunitario" ed assumere quindi un ruolo rilevante nella gestione dei flussi merceologici in transito nel Mediterraneo relativi all'Interscambio Merceologico Euro Asiatico, e soprattutto anche far si che le merci provenienti/destinate all'operatività delle nostre variegate realtà economico/industriali approdino sulle banchine dei nostri sbocchi al mare.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano
    Riflessioni tratte dal mio Sito >>> http://sceltemancate.trieste.it

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