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La Sardegna accellera sul GNL


18 dicembre 2018 - Sull’adozione del GNL, la Sardegna gioca d’anticipo rispetto alle direttive del Parlamento Europeo. È quanto emerso nel convegno del 14 dicembre, organizzato dall’Assessorato Regionale dell’Industria, dal titolo “Gas Naturale Liquefatto, prospettive per il trasporto marittimo”.

 L’iniziativa, inserita nell’ambito delle attività INTERREG, è supportata dalla Corsica, dalle Regioni Liguria e Toscana e dalla Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, rappresentata, per l’occasione, dalla Responsabile Marketing Valeria Mangiarotti. Un progetto globale, quello previsto, in particolare, dal SIGNAL, del quale la RAS è capofila, che consiste nella preparazione – in ottica integrata – del sistema portuale sardo all’utilizzo del Gas Naturale Liquefatto (GNL) nelle attività legate al trasporto marittimo.

Secondo la ricerca della Regione Sardegna, nonostante i progetti in itinere su Oristano, Cagliari e Porto Torres, i porti dell’Isola risultano comunque inadeguati sia per la disponibilità di risorse di GNL che per i siti di stoccaggio destinati al rifornimento delle navi.

Nonostante la Sardegna sia rappresentata in consessi strategici per le scelte ambientali nei porti, come MedCruise ed ESPO, resta comunque indietro – in linea con la situazione italiana – rispetto a realtà come quella della Costa Azzurra che, come è emerso nel convegno, ha adottato il carburante alternativo nei propri scali già da tempo, forte della possibilità – tutt’ora assente in Italia – di regolamentare autonomamente procedure e sistemi di bunkeraggio negli scali di competenza.

Un gap contro il quale, proprio grazie ai progetti INTERREG ai quali la Sardegna partecipa, si cercherà di rispondere mettendo in atto piani e strategie a supporto dell’attuazione della direttiva comunitaria imminente e garantendo assistenza a quei territori dove il metano è assente o limitato.

Un’opportunità, quella dell’adozione del GNL, che creerebbe valore aggiunto per l’economia della regione e, aspetto non secondario, contribuirebbe a ridurre in maniera consistente le emissioni inquinanti.

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