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Genova non può diventare il fronte della protesta dell’autotrasporto


4 dicembre 2018 - Non vi è dubbio che i problemi denunciati dall’autotrasporto siano risalenti nel tempo e che gli stessi si siano amplificati a seguito del crollo del Ponte Morandi, ma proprio quest'ultimo evento ha minato e reso più fragile la possibilità del Porto di Genova di subire azioni di rivendicazione sindacale di questa portata.

 L'appello alla calma e alla ragionevolezza arriva da Confetra, Confederazione nazionale del trasporto e della logistica. Il presidente Nereo Marcucci evidenzia: "i nostri operatori locali (Spedizionieri, Agenti, Terminalisti) sono fortemente preoccupati per gli esiti che potrebbero scaturite dal tavolo aperto giovedì scorso in Adsp MLO e che vedrà lunedì 3 una ulteriore delicata puntata. L’autotrasporto aspetta da AdspMLO e operatori la sottoscrizione di impegni che oggi vanno oltre le capacità organizzative di uno scalo messo a durissima prova dal post Morandi.

I temi posti dall’autotrasporto sono seri, ma non riguardano solo Genova e il tavolo dovrebbe essere esteso anche ad altri porti. Siamo convinti che si debba ripartire dal protocollo di intesa sottoscritto nell'aprile scorso da Regione Liguria, Comune di Genova, Autorità di sistema portuale Mlo e operatori. Dobbiamo arrivare a dare risposte e soluzioni, ma il tema delle regole, della tracciabilità e dei modelli organizzativi deve coinvolgere tutti, anche l’autotrasporto”.

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