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Unibo. Nasce la "European bioeconomy university"


22 novembre 2018 - Le sei principali università europee nel campo della bioeconomia puntano ad unire le forze per sviluppare attività di ricerca, didattica e innovazione in questo settore. A partire da un'iniziativa dell'Università di Hohenheim (Germania), gli atenei coinvolti hanno posto le basi per la nascita del consorzio "European Bioeconomy University": un'iniziativa che punta a rendere l'economia europea più efficiente sotto il profilo delle risorse, sostenibile, competitiva e fondata su una prospettiva circolare.

Per l'Unione Europea, la presenza di una bioeconomia basata sulla conoscenza svolge un ruolo chiave ad esempio nello sviluppo di nuove colture per alimenti, mangimi e per l'industria, di nuovi prodotti come bioplastiche e prodotti chimici estratti da risorse rinnovabili, di colture adattate ad affrontare i cambiamenti climatici e di energia prodotta da biomassa. Nel 2012 l'Unione Europea ha presentato la sua Bioeconomy Strategy, aprendo così la strada a un'economia sostenibile e orientata al futuro, basata su risorse rinnovabili.

La nuova roadmap della UE per il 2018 indica la chiara volontà di promuovere ulteriori sviluppi in questa direzione. "European Bioeconomy University": è il nome sotto al quale collaboreranno le sei università europee leader nel campo della bioeconomia. Gli atenei partecipanti sono: Università di Bologna (Italia), University of Eastern Finland (Finlandia), University of Hohenheim (Germania), AgroParisTech - Paris Institute of Technology for Life, Food and Environmental Sciences (Francia), University of Natural Resources and Life Sciences, Vienna (Austria) e Wageningen University and Research (Paesi Bassi).

Il campo della bioeconomia comprende una serie di sfide importanti: la rapida crescita della popolazione mondiale rende più difficile garantire la sicurezza alimentare, e allo stesso tempo le risorse naturali devono essere utilizzate in modo sostenibile. L'economia europea è ancora molto dipendente dai combustibili fossili: la bioeconomia potrebbe cambiare questo scenario, contribuendo allo stesso tempo alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Una bioeconomia sostenibile e basata sulla conoscenza andrebbe a vantaggio anche dell'economia europea. Il settore impiega oggi oltre 18 milioni di posti di lavoro, e c'è il potenziale per creare almeno un altro milione di lavori "green" entro il 2030: nuovi posti di lavoro orientati al futuro e pensati per le giovani generazioni europee, che permetterebbero anche di rafforzare la competitività internazionale dell'Unione Europea.

La bioeconomia, insomma, va a beneficio dell'ambiente, dell'economia e della società e promuove anche la transizione verso la sostenibilità.

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