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Vendita a domicilio: “Crescita a rischio per l’incertezza politica”

23 settembre 2018 - Il primo semestre 2018 delle imprese associate Univendita si è chiuso con un fatturato di 822 milioni e 423mila euro, con un incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «La vendita diretta mantiene una performance positiva nonostante i segnali altalenanti che provengono dai diversi comparti dell’economia e che condizionano il comportamento delle famiglie nei confronti dei consumi, che nel complesso, secondo le ultime rilevazioni di Confcommercio di giugno, sono diminuiti dello 0,3% su base annua - commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra - L’attuale congiuntura mostra una fase di debolezza che lascia intravedere in modo sempre più concreto il rischio di un rallentamento dell’economia, mentre le prospettive non rendono il quadro economico meno preoccupante.

C’è bisogno di tornare a crescere a ritmi più sostenuti, per questo è necessario sterilizzare le clausole di salvaguardia, impedendo l’aumento dell’Iva nel 2019, perché provocherebbe una diminuzione della domanda interna in un momento di rallentamento della crescita e di stagnazione dei costumi». Analizzando i risultati di Univendita nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato “cosmesi e cura del corpo” (+0,7%) seguito dai “beni durevoli casa” che hanno segnato un +0,6% e che, con una quota di mercato del 58%, si confermano il comparto più importante della vendita a domicilio.

Seguono gli “alimentari e beni di consumo casa” con un incremento dello 0,4%; infine, la categoria “altri beni e servizi” registra un aumento dello 0,7%. Il numero degli addetti alla vendita cresce dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 139.000 venditori di cui l’88,4% donne: «un dato comunque positivo che si inserisce in un quadro generale dell’occupazione non molto brillante», chiosa Sinatra.

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