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Poteva la guida autonoma evitare l’incidente di Bologna?


14 agosto 2018 - Il recente incidente di Bologna ha riacceso i riflettori sull’importanza del tema della sicurezza nel trasporto su gomma. A distanza di giorni dall’incidente ci si chiede ancora se c’era un modo per evitarlo consapevoli che l’incidente poteva avere conseguenze drammaticamente peggiori. Uno dei temi centrali del dibattito pubblico è se esiste o esisterà a breve una tecnologia tale da impedire incidenti come quello di Bologna.

La prospettiva più suggestiva è certamente la guida autonoma e sorprenderà sapere che anche nel trasporto merci è oramai solo questione di tempo perché tale tecnologia divenga disponibile su larga scala. Siamo certamente ancora molto lontani ma il nostro Paese sta compiendo passi importanti qualificandosi tra i suoi principali sostenitori.

Elemento centrale di questo processo è l’Azione C-Roads Italy, coordinata direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (DG per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali - Divisione IV- Sviluppo della rete di trasporto transeuropea e dei corridoi multimodali) e co-finanziata dalla Commissione Europea. L’azione prevede la creazione di tratti “stradali intelligenti”, ovvero in grado di dialogare direttamente con i veicoli, permettendo una maggiore efficienza nella gestione del traffico stradale.

Strade che “parlano” con i veicoli e veicoli che “parlano” tra loro è, infatti, il primo passo da fare nella direzione dei veicoli autonomi. Nei prossimi dodici mesi saranno attrezzati i tratti stradali del Brennero, CAV (Tangenziale di Mestre) e Autovie Venete, dando modo nel 2019 di testare i primi mezzi organizzati in platooning.

 Per platooning si intende un gruppo di veicoli adibiti a trasporto pesante connessi tra loro a livello informatico in grado di viaggiare molto vicini gli uni agli altri, creando un effetto aereodinamico, riducendo consumi e diminuendo i rischi per la sicurezza. Protagonisti della sperimentazione su strada saranno IVECO e il Gruppo Codognotto, società di logistica e trasporti che più di ogni altra nel settore si sta contraddistinguendo per il suo spirito innovativo e avveniristico.

La sperimentazione di C-Roads non arriverà fino a sviluppare convogli autonomi, più propriamente, si parlerà di guida semi-autonoma. Cosa sarebbe successo a Bologna se questa tecnologia fosse già stata disponibile? L’informazione sul rallentamento sarebbe stata trasmessa dai sistemi informatici presenti sul tratto stradale direttamente ai veicoli in avvicinamento nonché i veicoli sarebbero stati pronti ad intervenire nel caso in cui il conducente avesse tenuto un comportamento anomalo come non rallentare o addirittura non frenare.

Anche nel caso di un ostacolo o di un incidente improvvisi, tali tecnologie permetterebbero ai veicoli di intervenire automaticamente senza attendere che i conducenti vedano fisicamente l’imprevisto. L’Azione C-Roads Italy durerà fino alla fine del 2020 e avrà un investimento pubblico-privato di oltre 20 milioni di euro. Oltre ai Soggetti Attuatori già citati quali IVECO, il Gruppo Codognotto, CAV Concessioni Autostradali Venete S.p.A., Autovie Venete S.p.A. e Autostrada del Brennero S.p.A., rientrano tra i Soggetti Attuatori il Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica Sicurezza – Servizio Polizia Stradale, North Italy Communications S.r.l., Politecnico di Milano, Centro Ricerche FIAT S.C.p.A., Telecom Italia S.p.A. e Azcom Technology S.r.l..

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