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Porto vecchio di Trieste, progetti per lo sviluppo dell'area


16 giugno 2018 – “E' da un anno che ho ricevuto in consegna Porto Vecchio e credo che sia un miracolo essere riusciti a fare partire i lavori per il parcheggio in tempi così rapidi. Abbiamo creato un interesse incredibile sull’area e adesso voglio creare un movimento d’opinione che dica: andiamo avanti su questo megaprogetto, una grande opportunità per Trieste”. Il Sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza, ha risposto a chi nei giorni scorsi lo ha attaccato accusandolo di non avere portato ancora risultati concreti su quella che risulta una delle aree di riqualificazione urbana più estese, oggi, a livello europeo.

L'occasione è stata fornita, il 14 giugno scorso da un dibattito al Propeller Club Port of Trieste, dove si sono alternati, oltre al Sindaco, Mario Sommariva (Segretario Generale dell'Autorità di Sistema Portuale), Serena Cividin (imprenditrice triestina nel settore del turismo), Paolo Spada (responsabile operativo dell'agenzia Samer & Co. Shipping) e Stefano Nursi (Presidente provinciale Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali). Il Sindaco Dipiazza ha elencato priorità e progetti già avviati all'interno dell'area recentemente sdemanializzata – più di 60 ettari da recuperare ad uso urbano – dal Centro congressi al mercato del pesce, passando per l'interesse di Fincantieri (marina turistico) e MSC (terminal crociere), fino alla necessità di costituire una società ad hoc che si occupi della vendita di magazzini e spazi a disposizione.
«L'Authority ha già fatto passi importanti nella costituzione di un sistema – ha ricordato il Segretario Generale Mario Sommariva – ma ora è importante che sia dato ordine al progetto. Non voglio tirare il Sindaco per la giacchetta in modo che venga realizzato un master plan, però...». Lo stesso Sommariva ha poi evidenziato che da qui non si torna più indietro, essendo avviata una fase che porterà al riuso di quel territorio e ad uno sviluppo urbano per i quali certe discussioni non ci saranno più. «Crociere e yacht non sono in contraddizione – ha concluso il Segretario Generale – si tratta di un turismo diverso, ma possono e devono convivere. Senza dimenticare la tradizione cantieristica collegata ai maxiyacht. Non eliminerei neanche la possibilità di avere attività di manifattura all'interno del Porto Vecchio».

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