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Futuro roseo per l’export italiano

18 giugno 2018 - Un futuro di crescita e opportunità, nonostante le incertezze, quello che attende l’export italiano nei prossimi 4 anni. Forte della profonda evoluzione realizzata negli ultimi 10 anni e dell’eccellente performance del 2017, l’export italiano ha tutto il potenziale per non arrestare la sua crescita e cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri anche in un contesto oggettivamente complesso. Questo è il quadro delineato da “Keep Calm & Made in Italy”, l’ultimo Rapporto Export del Polo SACE SIMEST, presentato il 12 giugno a Milano. Lo Studio include le previsioni 2018-2021 sull’andamento delle esportazioni italiane per Paesi e settori, fornisce approfondimenti sui fenomeni globali a maggiore impatto, prospetta un quadro di vigile ottimismo per le nostre imprese esportatrici e dedica un approfondimento al settore infrastrutturale, elemento chiave per rafforzare la proiezione internazionale dell’Italia.
 ”Per il 2018 prevediamo una crescita delle esportazioni italiane del 5,8%, un trend positivo che continuerà anche nel triennio successivo a un tasso medio annuo del 4,5%: vero e proprio ‘patrimonio nazionale’, l’export continuerà a offrire un contributo decisivo alla crescita del Paese” ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE.
 “L’incertezza e la volatilità che caratterizzano i mercati in questo momento storico sono importanti, ma dobbiamo abituarci a considerarle come la nuova normalità – ha spiegato Roberta Marracino, Direttore Area Studi e Comunicazione di SACE. Sono fattori di complessità che devono essere affrontati senza cadere in allarmismi e senza perdere di vista le opportunità esistenti nei mercati esteri e le priorità per coglierle. Tra queste gli investimenti in infrastrutture, soprattutto in ambito portuale, marittimo e del trasporto intermodale, indispensabili per un’economia che basa più del 30% del proprio PIL sull’export e che potrebbero consentirci di recuperare ogni anno 70 miliardi di euro di export”.
 In questo contesto, al di là di incognite importanti, le imprese italiane avranno diverse certezze su cui contare: la ripartenza degli investimenti, accompagnati dalla ripresa dei prezzi delle materie prime; gli accordi commerciali dell’Unione Europea con Canada, Messico, Paesi Mercosur, Giappone, India e Paesi Asean; l’elevata qualità del Made in Italy che rende le nostre esportazioni meno soggette alla concorrenza di prezzo. Le maggiori incognite riguardano invece le pressioni sul tasso di cambio, dove un rapporto euro/dollaro superiore a 1,30 si ripercuoterebbe negativamente sulla competitività del nostro export, l’evoluzione delle catene globali del valore, con le politiche di import substitution di mercati di punta come Cina, India e Stati Uniti potrebbero influenzare le opportunità per l’export italiano; e i rischi di escalation protezionistica, dove si concentrano le maggiori preoccupazioni.

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