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Contenzioso doganale, come dirimere le controversie internazionali


29 maggio 2018 - Secondo Daniela Frattoloni, coordinatrice del comitato tecnico FITOK di Conlegno:
“Tutelare gli imprenditori sostenendo la crescita degli scambi commerciali internazionali rappresenta un passo importante per l’economia nazionale e globale”.
Tra le raccomandazioni degli esperti: avvisare tempestivamente il Consorzio dell’avvenuta contestazione e attendere l’ispezione dell’incaricato FITOK prima di rimuovere i sigilli. In seguito al progressivo intensificarsi dei controlli da parte delle autorità doganali in entrata e in uscita dai confini internazionali, i casi di contestazione sono notevolmente aumentati. Occhi puntati non solo sulla corretta circolazione delle merci tra i vari paesi e sulla lotta alla contraffazione.

Sorvegliati speciali delle autorità doganali dei più importanti partner commerciali dell’Italia sono soprattutto gli imballaggi in legno e la loro conformità alla normativa fitosanitaria, attraverso la verifica dell’applicazione dello standard ISPM n.15. È il caso del Brasile, dell’Australia, della Nuova Zelanda e, soprattutto, degli USA verso i quali, solo nel 2017, l’Italia ha esportato merci per un valore complessivo di quasi 40,5 miliardi di euro, secondo i dati ISTAT.
 “L’aggiornamento delle normative doganali statunitensi ha portato all’abbassamento della soglia di tolleranza che prevedeva lo scatto della sanzione al raggiungimento di cinque violazioni in un anno.
Ora è sufficiente una non conformità poiché venga comminata una pena pecuniaria - spiega Daniela Frattoloni, Coordinatrice del comitato tecnico FITOK – In particolare gli imballaggi in legno sono sotto la lente di ingrandimento anche per le sole irregolarità formali.” 
 Per questo motivo Conlegno ha ritenuto necessario incrementare la copertura assicurativa a tutela dei Soggetti Autorizzati FITOK. La polizza, offerta gratuitamente dal Consorzio, tutela i produttori di imballaggi in legno, per un anno dalla data del trattamento e/o produzione a marchio, che abbiano attuato con diligenza e correttezza la prassi del trattamento fitosanitario, coprendo parte di costi e spese sostenute a seguito di contestazione. Inoltre, i consorziati che lo ritengono opportuno avranno la possibilità di estendere la copertura aumentando il massimale di indennizzo per la propria azienda.
“Tutelare gli imprenditori sostenendo la crescita degli scambi commerciali internazionali, e al contempo rafforzare la collaborazione con le autorità competenti per contrastare le frodi per uso improprio del marchio e garantire la sicurezza per l’intero sistema, rappresenta un passo importante per l’economia nazionale e internazionale”, prosegue Daniela Frattoloni.
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