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Fondazione Scuola Italiana Logistico Portuale


23 marzo 2018 - Il mondo portuale italiano sta attraversando una fase di profondi cambiamenti che già stanno provocando importanti mutazioni di scenario. L’evoluzione del quadro normativo nazionale di riferimento del mondo portuale (Decreti Legge n. 169 del 4 agosto 2016 e n. 232 del 13 dicembre 2017) si propone di creare le condizioni affinché il sistema possa far fronte, sia alle strategie comunitarie di sviluppo del Core Transport Network e di innovazione dei servizi portuali, sia, sul versante internazionale, all’impatto di fenomeni quali il “gigantismo navale”, l’evoluzione di sistemi automatizzati di gestione delle operazioni portuali e all’avanzamento delle tecnologie dell’informazione, della comunicazione (ICT) e del cosiddetto Internet of things.

L’insieme di tali processi richiede una profonda riflessione circa il ruolo, le caratteristiche e le competenze delle componenti “lavoro del porto”. Da un lato vi è quella strutturata all’interno delle imprese concessionarie e quella intermittente gestita dai pool di manodopera, dall’altro, quella istituzionale alle dipendenze delle Autorità di sistema portuale. Il mondo del lavoro portuale deve rivedere i propri modelli organizzativi e verificare quanto dell’attuale configurazione delle qualificazioni professionali, o della ripartizione delle funzioni può essere conservato, quanto rinnovato e quanto, infine, deve essere riconvertito perché obsoleto.

La riflessione, che la neonata Fondazione SILP intende stimolare, attribuisce alla formazione un ruolo chiave all’interno di questo percorso di trasformazione, poiché essa è in grado di interpretare e gestire le inevitabili criticità determinate da processi di cambiamento non sempre sincronici, difficilmente convergenti tra le varie componenti del porto, sia pubbliche che private. Sebbene la formazione non possa arrogarsi il ruolo di “pacificatore” di qualsivoglia conflitto, si può allo stesso modo ritenere che essa possa essere utile per attenuare e/o risolvere almeno parte delle criticità che potranno emergere.

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