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“Il terzo settore scuola di cambiamento”


26 febbraio 2018 - “Il Terzo settore è una scuola capace di cambiare l’immaginario collettivo colonizzato dalla logica dell’economia della crescita basata su quantità e produzione. È il luogo dove si sperimenta la solidarietà e la collaborazione e si mettono in atto piccoli cambiamenti che possono modificare l’orizzonte di senso, superando la competizione e ritrovando l’altruismo”. Così Serge Latouche parlando a una platea di oltre 200 dirigenti del Terzo settore italiano partecipanti al percorso di formazione FQTS2020.

Il dibattito “Quale sostenibilità per i prossimi decenni?” che si è svolto il 23 febbraio scorso al Grand Hotel Salerno, è stato un momento di riflessione sui concetti di crescita e sviluppo sostenibile e sul ruolo del Terzo settore nel realizzare una società più inclusiva e giusta. Oltre al filosofo ed economista francese, il dibattito ha visto la partecipazione di Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD, e di Fabiola Riccardini, ricercatrice di Istat.

“Gli effetti di politiche basate sulla crescita a tutti i costi sono distruttivi e sotto gli occhi di tutti: il Sud Italia, nel corso degli anni, ha conosciuto diversi episodi di ricchezza senza sviluppo legati a una industrializzazione impetuosa”, ha detto Borgomeo. “

Oggi c’è una manifesta consapevolezza che il capitalismo non è in grado di governare in modo decente il pianeta: serve ripartire dai bisogni delle persone e dalle disuguaglianze per creare un modello diverso di sviluppo”. Parlare di sviluppo vuol dire anche parlare degli indicatori utilizzati per misurarlo: per Riccardini, “si deve innanzitutto partire dai bisogni per capire come definirli e creare obiettivi misurabili. Le misure non sono neutrali, sono occhiali che ci permettono di interpretare la realtà: per questo sono importanti per il Terzo settore e per orientare la politica”.

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