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Venice lng


18 gennaio 2018 - L’interesse per il gas naturale liquefatto deriva da alcune normative internazionali che entreranno in vigore dal 2020 per effetto delle quali le navi dovranno utilizzare carburanti a basso tenore di zolfo (come il GNL) o in alternativa installare a bordo dei depuratori di fumo (scrubber).

Oltre a questa scadenza, la direttiva europea DAFI, recepita in Italia con il Decreto legislativo 257/2016, impone che entro il 2025 nei porti venga realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL per consentire la navigazione di navi alimentate a gas.

A innescare la corsa a nuovi progetti da presentare, dopo anni di studi e analisi, è stata la recente approvazione del Quadro strategico nazionale (Disposizioni specifiche per la fornitura di gas naturale per il trasporto) cui ha lavorato il Ministero dello sviluppo economico e che ha fornito un quadro regolatorio chiaro per chi volesse realizzare queste nuove infrastrutture.

Si stima che al 2030, la domanda di GNL prevista per il Porto di Venezia sarà pari a 873.000 tonnellate/anno, per utilizzi ripartiti al 73% per il trasporto stradale, al 19,7% per il trasporto marittimo, ed una quota rimanente per i servizi portuali/locali. Inoltre l’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale, in collaborazione con la società Rimorchiatori Riuniti Panfido sta studiando, anche grazie al cofinanziamento europeo, la progettazione e realizzazione di una innovativa bettolina per il trasporto di GNL con spintore bi-fuel per la distribuzione e il bunkeraggio dell’GNL alle navi, proprio partendo dal nuovo terminal di Venice LNG.

 Si tratta di mezzi innovativi, interamente Made in Italy, destinati a fare scuola nel settore e che potranno costituire un benchmark di riferimento per tutti i nuovi terminal GNL che sono in corso di progettazione in Italia e in Europa a partire dalle nuove normative comunitarie.

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