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Campania in crescita, ma parte da livello molto basso


17 novembre 2017 - La manifattura, il turismo ed i servizi trainano l’economia della Campania che riprende a crescere ma solo nel 2018 potrebbe irrobustire questo trend positivo, pur restando lontana dalla media nazionale. Per il momento corre e più delle altre al Sud. Ma non è una crescita omogenea e persistono ancora molte criticità, tra cui l’occupazione, come afferma il responsabile della Divisione Analisi e Ricerca Economica della Banca d’Italia, sede di Napoli, Emilio Paolo Mistrulli, che ha prodotto l’aggiornamento congiunturale dell’economia regionale. Secondo gli analisti della Banca prosegue la ripresa nei primi nove mesi dell’anno per il comparto manifatturiero ed i servizi alle imprese ed alle persone ma non le costruzioni che calano ancora. Anche il contributo della domanda estera si attenua pur rimanendo positivo.

Nel primo semestre dell’anno l’export passa da +2,9% del 2016 a +2,3% dei primi sei mesi. Alla performance dell’automotive (+43,1%), del ferrotranviario (+62,8%), della materie plastiche (+15,2%), dell’agricoltura (+12,9%) e della farmaceutica (+14,4%) fa riscontro infatti il calo dei prodotti della trasformazione alimentare (-3,3%), per anni la punta di diamante dell’economia campana, quelli dell’aerospazio (-7,6%), macchinari (-7,8%) ed elettronici (-21,9%).

Aumenta l’occupazione, ma nonostante un incremento del 3,2% resta ancora alta e chi entra nel mondo del lavoro lo fa essenzialmente con contratto a tempo determinato. Si espande però il credito alle imprese ed alle famiglie che beneficia del migliorato quadro congiunturale. “La crescita c’è ma la strada è ancora lunga perché parte da un livello molto basso, se si pensa che dall’inizio della crisi al 2105 la Campania ha perso il 15% del Pil, un dato superiore a quello registrato dal Paese e dallo stesso Mezzogiorno”, sottolinea Mistrulli. Eduardo Cagnazzi

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