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“NapoliPorto la nuova città”


27 ottobre 2017 - È stato presentato alla Stazione Marittima “NapoliPorto la nuova città”, il volume realizzato su iniziativa dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale per rilanciare il dibattito sul futuro dello scalo e del suo rapporto con la città. Dall’economia alla cultura, dalla storia alle istituzioni, passando da un nutrito apparato iconografico che testimonia della presenza dello scalo nella pittura napoletana a cavallo di ben quattro secoli, il libro, come spiega il presidente Pietro Spirito nella prefazione,
“vuole essere una testimonianza di diversi pareri, per gettare un ponte tra porto e città, oltre che per interrogarsi sulle ragioni che hanno determinato una frattura ampiamente riconosciuta, ma molto poco interrogata e spiegata”. 
Una “questione culturale” che chiama in causa, innanzitutto, la triade istituzioni – operatori economici – economia politica nel superamento di un’atavica tara cittadina:
“l’incapacità a fare sistema”. Mancanza già denunciata da Benedetto Croce (“Napoli è un paese in cui è impossibile promuovere il pubblico interesse senza rimetterci il cervello o la salute”) e drammaticamente riconfermata dalle vicende degli ultimi anni che sembravano aver immobilizzato il porto nelle sabbie mobili dell’irrilevanza. Una narrazione che oltre le occasioni mancate evidenzia tuttavia di potenzialità ancora da cogliere, nonostante, e forse proprio grazie al cambio di paradigma economico che investe la contemporaneità. Una sfida da cogliere attraverso una “ricucitura necessaria”. Perché quando ci si riferisce alle attività marittime si parla “anche e soprattutto, di una identità collettiva che deve essere ricostruita”.
 Giovanni Grande

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