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“L’assassinio di nostro padre? Volontà di scioccare il mondo”


29 ottobre 2017 - “La scelta di colpire nostro padre, una personalità riconosciuta per il suo spessore scientifico e umano, è stata dettata da una volontà precisa di scioccare l’opinione mondiale e creare la sensazione del terrore nella comunità siriana”: non ha dubbi Waleed Asaad, ultimo Direttore dell’Area Archeologica e del Museo di Palmira e figlio di Khaled al-Asaad, l’archeologo che aveva ricoperto gli stessi ruoli dal 1963 al 2003 e che ha pagato con la vita la difesa dei tesori della “Sposa del deserto”.


Vittima anche lui della stessa milizia terroristica, che lo catturò insieme al padre per poi rilasciarlo dopo sei lunghi giorni di violenze psicologiche e fisiche, Waleed ha portato la sua struggente e straordinaria testimonianza alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico insieme ai fratelli Fayrouz e Omar.
“Questo corpo estraneo che si chiama ISIS – ha aggiunto – è stato creato ad arte perché si diffonda un’immagine negativa della religione islamica che, in realtà, è sorella del cristianesimo ed è basata sulla tolleranza. È un gruppo che ha adottato la politica dello shock per far invertire la tendenza dell’opinione pubblica. Sono convinto che siano stati in molti a trovare vantaggio nella sua morte, ma non sono ancora pronto a dire di più”. 
Sulla possibile ricostruzione di Palmira si è soffermata la sorella Fayrouz:
“Da archeologa sono convinta che è importante che il sito venga ricostruito, anche se alcuni importanti elementi sono andati totalmente distrutti e sarà difficile se non impossibile ricomporlo come era. Per me e per i miei concittadini è più importante ricostruire la città moderna, di cui sento profonda nostalgia, piuttosto che quella antica, perché è più necessario ricostruire il presente che fare un prototipo del passato”.
Dopo la sua sentita riflessione, a strappare il secondo lungo e commosso applauso l’intervento del fratello Omar, che ha voluto ricordare che bisogna ancora rendere al padre l’ultimo omaggio:
“Khaled era anche nostro amico e maestro, amava la sua gente e la città. Non vediamo l’ora di tornare a Palmira per dargli la degna sepoltura”. 
 Nella serata di venerdì i tre coraggiosi archeologi hanno partecipato alla cerimonia di consegna dell’International Archaeological Discovery Award intitolato proprio a Khaled al-Asaad, insieme alle numerose autorità internazionali ospiti della Borsa. Unico riconoscimento a livello mondiale dedicato alla scoperta archeologica dell’anno, il Premio è stato consegnato a Peter Pfälzner per il rinvenimento della grande città dell’Età del Bronzo nel nord dell’Iraq, situata presso il piccolo villaggio curdo di Bassetki.

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