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4 luglio 2017 – Riceviamo da Alberto Banchero la seguente nota in riferimento al nostro scritto “Banchero e la linea Gotiga” pubblicato lo scorso 1 luglio: “Gentile Dottor De Cesare, leggo quanto riportato sulla testata Primo Magazine il primo luglio in merito all’intervento introduttivo da me tenuto nella tavola rotonda “Nuovi mercati” nell’ambito della Genoa Shipping Week.

 Mi preme sottolineare che il senso del mio discorso è stato da lei mal interpretato e me ne rammarico molto, le chiedo pertanto una rettifica immediata di quanto scritto. Mi è stato chiesto di dare alla platea uno spaccato di quelli che sono oggi i mercati di riferimento per lo sviluppo della logistica del Nord-Ovest italiano. E’ indubbio che questa parte d’Italia aneli a raggiungere i mercati Nord Europei di Svizzera e Baviera: gli sforzi infrastrutturali che si stanno facendo vanno in questo senso, Terzo valico e tunnel del San Gottardo tra tutti.

 Nell’intervento ho voluto specificare che l’attrazione del Nord Italia verso i mercati Nord Europei non è dovuta a una scelta valoriale, ma a una necessità economica: le aziende Nord italiane si sono storicamente sempre rivolte al mercato interno, che oggi è depresso, in particolare nel Centro-Sud e questo è un problema italiano a tutti gli effetti, non solo del Mezzogiorno. Il senso dell’intervento è stato colto e condiviso dall’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Campania, Amedeo Lepore, con il quale si stanno discutendo iniziative comuni per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su uno sviluppo necessario del Centro-Sud Italia, anche in funzione della piccola media impresa del Settentrione.

 La suggestione sulla linea gotica è stata ripresa da un recente articolo apparso sull’autorevole rivista Limes, solo come metafora di una “ferita” italiana che vogliamo scongiurare, non certo, come lei insinua, per rimarcare una differenza antropologica, che in ogni caso è insieme patrimonio e bagaglio culturale della nostra identità nazionale. Ritengo quanto da me espresso sopra esaustivo per poter chiudere in questa sede lo spiacevole fraintendimento. Cordiali saluti. Alberto Banchero”

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