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Come creare disoccupazione


10 maggio 2017 – “È importante sapere che l’obbligo richiesto da Onorato di imbarcare solo marittimi italiani/comunitari su tutte le navi di bandiera nazionale, al fine di mantenere i benefici fiscali previsti dalla Legge n.30 del 1998, non porterà ad una maggiore occupazione ma, al contrario, porterà disoccupazione”. E’ questo il pensiero di Emanuele Grimaldi, Presidente di Confitarma, illustrato in una dettagliata nota diffusa alla stampa nella giornata di ieri.

Contro questa rigidità il Presidente Confitarma si richiama alla flessibilità del Registro Internazionale, che dal 1998 ha consentito alla flotta italiana di crescere da 7,8 a 16,5 milioni di tonnellate di stazza con il conseguente aumento dell’occupazione totale da 30.000 a 60.000 marittimi di cui oltre il 60% italiani/comunitari.
“Da sottolineare – afferma ancora Grimaldi - che l’imbarco di marittimi extra-comunitari non comporta oneri a carico dello Stato mentre, nell’ipotesi di equipaggi solo italiani/comunitari – assolutamente inverosimile - l’onere a carico dello Stato non diminuirebbe ma aumenterebbe di oltre 350 milioni di euro l’anno. Le affermazioni di Onorato di fatto sono demagogiche, strumentali e fanno leva sulla sciagura della povera gente con il solo fine di perseguire vantaggi personali: infatti, non potendo ostacolare la concorrenza, cerca di creare confusione nel campo avverso e nelle istituzioni con il beneplacito di politici compiacenti. Stranamente, i sentimenti di patriottismo di Onorato emergono a distanza di oltre 19 anni dall’entrata in vigore della Legge n.30 del 1998 istitutiva del Registro Internazionale, all’indomani dell’entrata in servizio di collegamenti marittimi sulle rotte per la Sardegna gestiti dal Gruppo Grimaldi”. Emanuela Grimaldi conclude la nota affermando che “Venti anni di accorta politica marittima nazionale, condivisa tra Organizzazioni Sindacali, Amministrazione e Armamento, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, non possono essere messi a rischio da affermazioni pretestuose basate su mere frasi ad effetto e prive di qualsiasi seria analisi”.

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