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Porti: Filt Cgil, accelerare su seconda parte riforma


14 gennaio 2017 - “Nel confronto sulla seconda parte della riforma del sistema portuale si tenga conto come priorità, anche delle caratteristiche e delle esigenze della forza lavoro, su come è organizzata, con quali peculiarità di qualità, di organizzazione, di flessibilità e con quali modelli industriali e societari più funzionali”.

E’ quanto chiede la Filt Cgil in vista dell’avvio della seconda fase della riforma dei porti, in occasione di un seminario sul modello di organizzazione del lavoro nei porti che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del settore e della politica. Secondo la Filt “dopo il primo impianto della riforma sulla governance, bisogna ora accelerare sul modello di organizzazione del lavoro tenendo conto dell’importanza nel sistema delle imprese concessionarie e nel lavoro temporaneo”.
 “Siamo pronti a presentare e confrontarci - sostiene inoltre la Filt - su proposte che prevedano anche azioni a sostegno delle imprese di lavoro temporaneo che, garantendo tutta la flessibilità, professionalità e le attrezzature di cui necessita l’attività portuale, consentiranno di evitare l’acuirsi di crisi delle imprese sovrastrutturate”. Per la Filt infine “nei processi economici e di governo dei sistemi portuali resta centrale e non intaccabile la cornice del Contratto nazionale di lavoro che tenga insieme lavoro pubblico e privato, aziende a diversa ragione sociale”.

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