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A Fincantieri il "Propeller d'oro 2016"


14 dicembre 2016 - E' stata una partecipazione sentita, quella che ha visto protagonista, al Propeller Club di Trieste, Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri. Il manager era stato invitato per ritirare il "Premio Propeller d'Oro 2016", attribuito appunto a Fincantieri.
 “E' una delle prime cerimonie alle quali partecipo, sono sempre stato in disparte, ma ho voluto accettare perché finalmente qualcuno in regione si accorge che c'è Fincantieri non soltanto quando si parla di amianto o di processi”. 
Queste le parole di Bono commentando con estremo piacere l'attribuzione del premio alla società che, alla sua guida, ha costruito ben 56 navi, passando da un solo cliente ad essere il riferimento delle maggiori compagnie di navigazione, soprattutto per quanto riguarda le navi da crociera. Il tutto dopo avere ristrutturato un'azienda che, all'epoca, era completamente nelle mani dello Stato.
“Quando sono arrivato l'azienda era sull'orlo di un destino incerto.
Oggi mi fa piacere che in regione qualcuno si ricordi di questa realtà, che abbiamo fortemente voluto mantenere a Trieste. Credo che abbiamo la capacità e la forza per affrontare il futuro – ha proseguito Bono – in una città che ha delle eccellenze mondiali. Svegliamoci tutti, questo Paese ha bisogno di tutti”.
 “Per quanto riguarda le prospettive, vorrei innanzitutto fare un appello: ci sono 3 facoltà di ingegneria navale in Italia. Stanno scomparendo, perché mi dicono che bisogna attribuire un determinato numero di professori. Questo è un Paese distratto, credo invece che questo settore possa dare più di qualcosa. Come facciamo a costruire le navi se non abbiamo gli ingegneri navali? Negli ultimi due anni abbiamo assunto più di 500 ragazzi – ha concluso Bono – e le ultime consegne vanno al 2027, non credo ci siano società con queste caratteristiche. Ci stiamo imbarcando in una grande avventura in Cina, ma bisogna che le teste intelligenti vengano coltivate nel nostro Paese. Una nave costa circa 1 miliardo di euro, non c'è al mondo un oggetto che costi tanto”.

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