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A Trieste un hub europeo della logistica


25 novembre 2016 - “La nuova Silk Road promuove l'integrazione dei mercati e la distribuzione delle risorse. Si metteranno in moto opportunità, aumenti delle aree di investimento, la cooperazione tra industrie: Trieste è nella posizione geografica ideale per promuovere una logistica di livello europeo, anche grazie al suo Punto Franco”. L'invito del presidente del Propeller Milano, Riccardo Fuochi è arrivato ieri durante l'incontro Hong Kong ed il Porto di Trieste sulla “Via della seta del XXI secolo” tenutosi al Porto Vecchio di Trieste e organizzato dal Club locale in collaborazione con l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale.

E proprio in questa direzione si sta muovendo l'attuale governance dell'Asp con il neopresidente Zeno D'Agostino, deciso a puntare sul regime fiscale agevolato per sviluppare la manifattura ed ulteriori traffici, ma anche su altre peculiarità dello scalo. “Abbiamo lavorato intensamente sui collegamenti ferroviari. Oggi possiamo fare questo genere di convegni – ha detto D'Agostino - perché, prima del marketing, abbiamo fatto logistica. Il vero asset di Trieste è il network intermodale: quest'anno saremo il primo porto d'Italia per numero di treni”. Introducendo l'incontro, il presidente del Propeller Club di Trieste, Fabrizio Zerbini, aveva sottolineato l'importanza della collaborazione tra Italia e Cina e ricordato come, di recente, l'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, abbia espressamente citato il Porto di Trieste lungo la nuova Via della seta. Zerbini, però, ha anche sollecitato le imprese a fare presto perché quella degli investimenti cinesi è una realtà «... già presente, non futuro. Nei Balcani alcune infrastrutture sono già state acquistate, altre stanno per essere costruite o ammodernate. Ma, a livello internazionale, decine e decine di miliardi di investimenti sono previsti nei prossimi 10 anni». «E' naturale che questa serie di opportunità non possono essere lasciate cadere dalla logistica italiana, all'interno della quale – ha aggiunto Zerbini - Trieste può giocare un proprio, importante ruolo. Un ruolo che, con tutta evidenza, si fonda sul Porto e sulle sue caratteristiche, dai fondali naturali ai collegamenti naturali, uniche nell'Adriatico».

1 commento:

  1. Nuova via della Seta.

    La Portualità della Regione F.V.G. ed il Presidente dell'Autorità del Sistema Portuale dell'Adriatico Orientale Zeno D'Agostino seguono con molta attenzione/ambizione quelli che potrebbero essere i possibili sviluppi "della Nuova Via Della Seta" per poter rilanciare le nostre economie, ed ovviamente vorrebbero essere in grado di offrire servizi e infrastrutture adeguate per poter incrementare gli scambi commerciali e le relazioni tra Cina e Europa, ed in questo scenario il Porto di Trieste potrebbe avere nuove grandi opportunità per gestire la Logistica di Porto e Retroporto, opportunità che potrebbero chiaramente essere sfruttate anche dalle P.M.I. e quindi generare un notevole valore aggiunto con l'eventuale lavorazione/trasformazione delle merci in transito.

    Il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio afferma chiaro e tondo, che i Porti Hub in Italia sono solo due, Genova in testa al Tirreno e Trieste guida per il mare Adriatico, ma purtroppo le sole affermazioni non bastano per fare di uno Scalo un vero Hub Logistico Portuale, in quanto se volgiamo lo sguardo verso i Porti del Nord Europa ai quali noi vorremmo sottrarre delle significative quote ti traffico, ci rendiamo facilmente conto che il confronto sia impari e chiaramente per noi molto deludente, in quanto l'Alto Adriatico purtroppo in fatto d'infrastrutture non è certamente ancora in grado di svolgere questo pur sperato ambito ruolo, se si considera che attualmente i suoi collegamenti ferroviari (linea bassa) fra Trieste e le Reti Internazionali "merci/passeggeri" possono contare soltanto su un vetusto tracciato composto da due binari peraltro percorribile a velocità moderata, e molti elementi dell'architettura delle infrastrutture Portuali dello Scalo Triestino i cui esempi eclatanti (escluso il Molo VII) sono sia le ormai semi inutilizzate le Vasche di Riva VI° e VII° comprese tra il Molo V° e VII° o i Magazzini multipiano che risalgono in buona parte a quasi un secolo fa per soddisfare quelle che erano le diverse esigenze di quel tempo, tutte opere che stanno purtroppo scontando il pluridecennale immobilismo infrastrutturale a cui dobbiamo quella patina museale che avvolge ancora una significativa parte dei nostri sbocchi al mare e che di fatto non ci consentono di sfruttare a dovere i 16/18 m dei nostri profondi fondali.

    Penso che in merito a quella che potrebbero essere le opulente opportunità che la menzionata "nuova via della seta" sarebbe certamente in grado di offrire, non credo sia il caso di farsi molte illusioni se nell'Alto Adriatico non sapremo pianificate e realizzare "nuove opere portuali e collegamenti ferroviari" opere che per caratteristiche e dimensioni ci dovrebbero consentire di potenziare significatamente le nostre capacità operative, per poter affrontare ad armi pari e senza patemi sia i nostri super infrastrutturati antagonisti vicini e lontani che le difficili sfide della Portualità del terzo millennio, poiché nelle vicende economiche purtroppo per noi gli esempi mitologici non funzionano in quanto nella cruda realtà le sfide tra il piccolo e povero Davide ed il grande e potente Golia si concludono quasi sempre con Golia indiscusso vincitore.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano
    Nb. Ulteriori approfondimenti ed immagini si possono trovare sfogliano il mio Sito http://sceltemancate.trieste.it

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