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Frodi nella distribuzione carburanti: sommerso da 2 mld di euro


14 ottobre 2016 – Oil discount, autobotti “fantasma”, adulterazioni, fatturazioni irregolari e contrabbando: in Italia l’illegalità non risparmia la filiera dei carburanti. Si stima che esista una sorta di mercato parallelo dei prodotti energetici consumati in frode per oltre due miliardi di euro. È quanto emerso ieri durante l’approfondimento “Illegalità: dimensione del fenomeno e soluzioni di contrasto” nel corso della giornata conclusiva di Oil&nonoil-S&TC, la manifestazione della Fiera di Verona dedicata a energie, carburanti e servizi per la mobilità. C’è chi si occupa di questo fenomeno già da molti anni, come l’avvocato Bonaventura Sorrentino, specializzato proprio in questo ambito: «Il sommerso vale oltre il 10% dell’intero settore – spiega – pari a oltre 200mila tonnellate di prodotti petroliferi commercializzati in modo fraudolento. Un’attività di portata transnazionale, che coinvolge tutta la filiera ed è continuamente cresciuta negli ultimi 10 anni, ad opera non soltanto della grande criminalità organizzata».

Tralasciando i contatori delle pompe di benzina non tarati e le frodi fiscali, gran parte delle irregolarità si concentra su micro-operazioni che incidono sulla qualità (adulterazioni) e quantità (furto) del carburante, soprattutto nelle operazioni di trasporto dal deposito di stoccaggio alla stazione di servizio. Le soluzioni per combattere il problema, oltre alle normative già esistenti, vengono ancora una volta dalla tecnologia. «Servono strategie di sistema per tagliare ogni margine di manovra ai furbetti – commenta Natalino Mori, presidente degli Autotrasportatori FAI – In questo senso l’innovazione tecnologica può aiutare molto come i sistemi di telecontrollo delle autocisterne o misuratori di temperatura in grado di rilevare manomissioni dei serbatoi. Serve però anche più disciplina e autoregolamentazione nella filiera, con un maggiore controllo di fornitori e clienti».

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