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Prodotti italiani per il Kurdistan con garanzia BV


28 giugno 2016 - Rendere semplice e “scorrevole” il dialogo fra i produttori di un paese e i consumatori di un altro Stato agevolando, attraverso la certificazione, la comprensione preventiva di tradizioni, usi, costumi e fluidificando per effetto indotto immediato l’interscambio commerciale. Questa la ricetta alla radice del successo che Bureau Veritas sta riscuotendo anche nei paesi dell’area mediorientale e di cultura islamica, fornendo direttamente ai governi, la chiave e la garanzia preventiva che tutti i prodotti importati (e nel caso specifico realizzati in Italia) rispondano in termini di conformità alle prescrizioni del paese di destinazione finale. E’ in questa nuova filiera di business, possibile e realizzabile solo per soggetti certificatori che dispongano di una copertura globale dei mercati mondiali, che Bureau Veritas Italia ha celebrato nei giorni scorsi (alla presenza significativa in Italia di una delegazione guidata direttamente dal primo ministro Sherwan Asad Qadir e composta da Sabah Yousif Toma Almaleh, Head OF KSQCA e da Ayoub Sabir Hasan General Director of the ministry for administration and finance) la definizione dei lavori di certificazione per conto dello stato del Kurdistan. Già impegnati per governi come quelli di Arabia Saudita, Iraq, Iran, Libano e Kuwait, in termini pratici gli addetti della divisione "government services" di Bureau Veritas verificano all’origine (in gran parte dei casi aiutando e affiancando direttamente le aziende produttrici italiane) che i prodotti destinati al Kurdistan, siano in linea con il “verification conformity program” e che quindi rispondano a tutti i requisiti fissati dalle autorità del Kurdistan. Lo stesso processo vale per gli imbarchi sulle navi o per i trasporti via terra.

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