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Le AdM non hanno bisogno di contributi pubblici


28 giugno 2016 – Contributi europei a quegli armatori che investono in green technology, è questo il messaggio che Emanuele Grimaldi, amministratore delegato dell’omonimo gruppo ha lanciato, in occasione dei TEN-T days tenutisi a Rotterdam lo scorso 21-22 giugno. L’evento, organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con la presidenza olandese del Consiglio dell’UE, ha visto la partecipazione di centinaia di esperti europei nel settore dei trasporti e della logistica, sia del settore pubblico che privato.

Emanuele Grimaldi era invitato a partecipare al panel Motorways of the Sea: towards a detailed implementation plan, presieduto da Brian Simpson, Coordinatore Europeo per le AdM.
“Le AdM non hanno bisogno di contributi pubblici. Gli aiuti europei dovrebbero andare direttamente agli utilizzatori dei servizi - ha dichiarato Emanuele Grimaldi nel suo discorso - Uno strumento utile potrebbe essere l’ecobonus a livello europeo da erogare ai trasportatori, una misura che ha avuto effetti benefici in Italia, primo paese ad averlo adottato, e che elimina il rischio di distorsione della concorrenza. Inoltre, l’ammontare del contributo erogato rappresenta solo una parte del beneficio monetizzato per la società generato dalla riduzione delle esternalità del trasporto”, ha aggiunto l’AD del Gruppo partenopeo. Sul versante dell’offerta, Emanuele Grimaldi ritiene che gli aiuti europei debbano premiare quegli operatori marittimi che stanno investendo massicciamente per migliorare la propria efficienza ambientale, contribuendo così a ridurre le emissioni dell’intero sistema di trasporto europeo. “Gli aiuti dovrebbero andare a quegli armatori che investono in green technology per le navi esistenti, come l’installazione degli scrubber, il reblading o la pittura siliconica applicata alla carena, azioni che riducono l’emissione di gas nocivi da parte delle navi”, ha chiarito Emanuele Grimaldi.

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