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A Napoli lo shipping internazionale


20 giugno 2016 - La seconda edizione napoletana della Shipping Week cade in un momento di moderato ottimismo rispetto alla storia recente del porto. Al termine di una parabola critica caratterizzata da più di tre anni di commissariamento dovrebbe arrivare entro luglio l’agognata nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale. Si registrano, inoltre, interessanti segnali di ripresa dei traffici.

Di buon auspicio per una comunità professionale alle prese con una narrazione troppo spesso sbilanciata sulle cose che non funzionano. Si è riusciti a tener duro e ora si celebra, proprio attraverso la manifestazione che si terrà dal 27 giugno al 2 luglio, il riconoscimento del suo ruolo di preminenza a livello nazionale. Senza perdere d’occhio le sfide della nuova stagione inaugurata dalla riforma portuale.
 “L’aumento previsto dei partecipanti – conferma Domenico De Crescenzo, presidente del Consiglio Territoriale degli Spedizionieri Doganali – sottolinea il buon lavoro che è stato fatto in precedenza. Portare a Napoli colleghi italiani e internazionali, riempie di orgoglio e mette in risalto la rilevanza del settore per l’economia cittadina e regionale. La capacità di mettere insieme due realtà storiche come Napoli e Genova, inoltre, dimostra la volontà concreta di perseguire quelle sinergie che saranno sempre più indispensabili per il futuro della portualità italiana”. 
 Un futuro di cui si discuterà nel corso del ricco programma di convegni. Anche, e soprattutto, per quanto concerne gli orizzonti verso cui indirizzare la logistica della regione Campania e le azioni da intraprendere per il rilancio del porto. Un tema su cui non mancherà di dire la sua il presidente di Assoagenti di Napoli, Andrea Mastellone. “Sul primo punto – spiega – ho una posizione in controtendenza. Non credo sia utile insistere sui collegamenti ferroviari dal porto. Piuttosto, considerando la natura dei nostri traffici e la breve distanza dagli interporti, sarebbe molto più conveniente puntare sui corridoi doganali su gomma. In questa prospettiva andrebbe fatta anche un’accurata riflessione sull’incidenza del porto nella promozione degli scambi commerciali. In mancanza di un retroterra produttivo, con le conseguenza di una crisi economica che tuttora affliggono il nostro territorio, bisogna rimanere con i piedi per terra”.
 Giovanni Grande

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